C’è sempre maretta (anche se nessuno ne parla apertamente per timore di ripercussioni) tra i dirigenti sindacali di Ugl Sicurezza civile e il Consorzio Costa Smeralda per alcune presunte irregolarità all’interno del settore della vigilanza, denunciate da molto tempo, alle quali non si è posto rimedio. I sindacalisti sarebbero stati sentiti anche di recente dai carabinieri di Porto Cervo per rendere testimonianza su episodi noti, su presunte violazioni di legge nella conduzione aziendale, minacce verso il personale della vigilanza del Consorzio Costa Smeralda e diffamazioni. Lo scopo era quello di individuare i responsabili degli episodi sui quali la Procura della Repubblica di Tempio aveva avviato un’indagine a carico di ignoti, in seguito archiviata per mancanza di testimonianze dirette. Anche nei recenti incontri però – secondo quanto sostengono gli stessi sindacalisti – ci si sarebbe limitati ad assumere informazioni senza assumere alcun provvedimento: è assai probabile però che l’indagine (decisamente complessa e ricca di articolazioni) non sia ancora ultimata.

Già alcuni mesi fa, il Ceo della Smeralda Hoding Mario Ferraro (che poi è il vero dominus di tutto ciò che si muove in Costa Smeralda) fu messo al corrente delle presunte irregolarità e fece verbalizzare dai suoi legali una serie di fatti riguardanti alcuni dipendenti, salvo poi non ottenere alcun riscontro. A nulla sono servite poi le numerose denunce sindacali su quanto accade da tempo in quell’azienda nella quale il titolare della licenza di Vigilanza, che ha appunto il dovere di garantire la sicurezza, non risiederebbe per tutto l’anno nella sede di Porto Cervo (le norme indicano 305 giorni all’anno), mentre invece limita la sua presenza in Costa Smeralda a a qualche mese d’estate. Davide Cerea infatti avrebbe la sua residenza a Milano e dal capoluogo lombardo avrebbe affidato un’ampia delega al direttore tecnico Francesco Testoni (suo uomo di fiducia), in pensione da qualche anno ma poi nominato consulente esterno con le stesse mansioni. Testoni – fanno notare gli stessi sindacalisti che sollevarono il caso del raggiunto limite di età nel 2022 – nel prossimo mese di luglio compirà 74 anni. Il settore della Vigilanza in Costa Smeralda insomma è divenuto ormai terreno fertile per numerosi legali che richiedono per i loro assistiti risarcimenti per presunte violazioni contrattuali. Naturalmente nessuno si accorge del dato relativo agli stessi risarcimenti: non se ne sono accorti neanche i Consorziati visto il bilancio milionario dell’ente. Di recente sarebbero state presentate altre denunce già iscritte a ruolo, e una ha del paradossale. Si tratta di un elemento (guardia giurata) legato a una società sportiva per un periodo superiore a quello previsto dalle norme. Anche in questa circostanza, le rimostranze su questa presunta irregolarità non hanno sortito alcun effetto, a partire dall’assoluto silenzio dell’azienda: il motivo di questa sorta di immobilismo sarebbe originato dall’appartenenza di numerosi degli interessati a potenti apparati e associazioni con sede a Sassari.

Anche la segreteria regionale di Cagliari ha voluto sostenere le battaglie sindacali del territorio dando il suo sostegno anche con segnalazioni alle autorità competenti. I rappresentanti dei lavoratori ci tengono a sottolineare che il loro faro quotidiano “rimane sempre l’osservanza della legge, e confidano nella terzietà istituzionale del Prefetto, del Questore e dell’autorità giudiziaria”. Nei verbali resi non si sono stancati di ricordare che “il personale della vigilanza ricopre il ruolo di incaricato di pubblico servizio, e che soprattutto è armato” Per questo non finiranno mai di “ringraziare il senso di responsabilità degli operatori di quell’istituto che alle continue denunciate provocazioni non hanno dato mai corso a reazioni improvvide e scomposte”. Del caso si era occupata anche la redazione della Nuova Sardegna nel 2022, in seguito a una nota della segreteria provinciale Ugl Sicurezza, che, con una lettera ufficiale aveva chiesto al “Prefetto di Sassari di fare chiarezza sulla posizione del direttore tecnico dell’Istituto di vigilanza Consorzio Costa Smeralda, ancora al lavoro a 71 anni di età. Dal primo luglio 2022 – scriveva il segretario provinciale Guido Garau – l’attuale direttore tecnico doveva essere collocato in quiescenza”. Come si diceva, poi, il direttore fu mandato in pensione ma le funzoni gli furono confermate attraverso un incarico di consulente esterno. Il Consorzio Costa Smeralda si sarebbe trincerato dietro un classico “no comment” durante gli incontri periodici con le rappresentanze sindacali.