Ha riscosso un lusinghiero successo la presentazione del libro di poesie in limba (presso la libreria Giunti di Corso Umberto a Olbia) la presentazione del libro di Vanna Sanciu. L’evento culturale ha visto la partecipazione di un folto pubblico. Il libro, intitolato “Fit una die de’Eranu” (Era un giorno di primavera), raccoglie numerose poesie che esplorano diversi aspetti della vita umana e dei luoghi della nostra terra, luoghi che l’autrice definisce “del cuore”. A moderare l’incontro è stata Valentina Piredda, che ha esordito con attestati di grande stima nei confronti dell’autrice: «Vanna è una donna speciale oltre che una preziosa artista nostrana. È una persona che entra a piedi scalzi nel cuore della gente, con semplicità e una generosità d’animo, in un’epoca in cui l’artificiosità e l’individualismo la fanno sempre più da padrone».
Vanna Sanciu, originaria di Buddusò e residente a Olbia dal 1968, ha lavorato come insegnante di scuola primaria, dove ha ideato e realizzato laboratori teatrali e poetici in lingua sarda per i suoi alunni. Durante l’evento, ha condiviso il suo profondo legame con la lingua sarda: «Parlo il sardo da quando ero bambina, sa limba de su latte. I miei genitori hanno sempre dato grande importanza alla cultura, alla lingua e alle tradizioni che ci identificano, permettendo a noi figli di attingere, senza difficoltà, al pozzo della nostra identità». Tuttavia, ha ricordato come a scuola il sardo fosse visto quasi come un tabù, una difficoltà superata solo grazie alla sua passione per l’insegnamento bilingue.
La presentazione è stata arricchita dalla lettura di alcune poesie del libro, recitate in limba e tradotte in italiano dalle poetesse e insegnanti Tonina Bittau, Franca Carta, Teresa Contu e Franca Zedda. Un momento particolarmente emozionante è stato offerto da Antonello Pinna, che ha eseguito musiche tradizionali isolane con l’antico strumento Su Sulittu, accompagnando la lettura delle poesie. Nel corso dell’evento, Vanna Sanciu ha sottolineato l’importanza di preservare la lingua e la cultura sarda: «Non dobbiamo permettere che le tradizioni, la cultura e la lingua sarda si perdano lungo il corso del tempo. Questo è uno dei motivi che mi spingono a continuare a scrivere in limba».
Il titolo del libro, “Fit una die de ‘Eranu” (Era un giorno di Primavera), ha un profondo significato personale per l’autrice: «Era un giorno di Primavera quando nacque mio fratello Maurizio, deceduto purtroppo in giovane età». Da questo ricordo doloroso è nata la sua prima poesia, a lui dedicata, che ha poi dato il titolo all’intera raccolta. L’evento si è concluso con un sorriso dell’autrice: «È un giorno di Primavera anche quello di oggi…».

