I consiglieri comunali del Partito Democratico di Olbia hanno presentato una mozione consiliare per chiedere il ritiro immediato dell’ordinanza del sindaco Settimo Nizzi, che impone il “divieto permanente di svolgere attività di arrampicata verso la cima dell’isola di Tavolara”. Pur riconoscendo la necessità di garantire la sicurezza pubblica, soprattutto in vista dell’aumento delle presenze turistiche e alla luce degli incidenti avvenuti negli ultimi anni, i consiglieri Ivana Russu, Antonio Loriga, Gianluca Corda, Maddalena Corda, Rino Piccinnu e Mariangela Marchio.ritengono che l’ordinanza rappresenti una risposta sbagliata e inefficace a un problema reale. “La sicurezza è una priorità anche per noi – spiegano – ma vietare in modo totale e permanente l’arrampicata e l’escursionismo non è una scelta lungimirante né equilibrata. Proibire non è gestire”.

Gli esponenti Dem evidenziano come la stessa ordinanza ammetta l’assenza di una regolamentazione chiara per l’accesso all’area. “Ancora una volta, questa giunta dimostra la propria incapacità di affrontare le criticità con strumenti adeguati, preferendo i divieti assoluti – aggiungono – come già avvenuto con lo smantellamento degli ecobox, la rimozione delle panchine o la chiusura anticipata degli esercizi nel centro storico”. Tavolara, ribadiscono i Consiglieri, è un patrimonio naturalistico unico che merita di essere protetto, ma anche reso accessibile in modo sicuro e controllato. “Un divieto totale rischia di incentivare pratiche clandestine, penalizzare le guide professioniste locali e privare cittadini e turisti di un’esperienza preziosa”. Nel testo della mozione, i Consiglieri chiedono l’apertura di un tavolo tecnico con istituzioni, operatori del settore, guide ambientali ed escursionistiche, e rappresentanti delle comunità locali, per definire un regolamento che garantisca la sicurezza e la tutela dell’ambiente. Segnalano inoltre che l’ordinanza presenta profili di dubbia legittimità dal punto di vista giuridico, motivo per cui ne richiederanno l’esame anche alla Prefettura. “I cittadini di Olbia meritano soluzioni intelligenti, non scorciatoie repressive – concludono i consiglieri –. Il turismo ambientale può e deve convivere con la tutela del territorio, promuovendo uno sviluppo sostenibile e consapevole.”


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