“Attenzione alla bilancia. Un conto è essere in sovrappeso come il 35 per cento della popolazione, un altro è trovarsi nella condizione di obesità, come il 10 per cento degli italiani. Questi dati non valgono per la Sardegna, che purtroppo si trova a fronteggiare un numero superiore di casi”. Il professor Alessandro Verbo è un chirurgo romano poco più che sessantenne che ha alle spalle una notevole esperienza e migliaia di incntri ravvicinati con il bisturi frequentazioni continue di sale operatorie fin da quando, poco più che pischelletto, si è trovato a stretto contatto con il Policlinico “Gemelli”, una scuola di vita per lui. Dal 19 luglio del 2022, Verbo dirige l’Uoc di Chirurgia generale del “Mater Olbia“, e lo scorso 15 aprile, con la sua équipe, ha rimosso un tumore maligno di 12 chili a un paziente di 53 anni di Tempio Pausania. Dal 29 maggio scorso, è (ri)partito il servizio di chirurgia bariatrica (la disciplina che consiste nella rimozione di una grande parte dello stomaco per ridurre la sua capacità e favorire un precoce senso di sazietà) istituito per far fronte sul territorio sardo alla crescente domanda di cura di una patologia in costante aumento nella popolazione. La guida del team multidisciplinare di specialisti si avvale anche del prestigioso apporto della Dottoressa Rossana Berta, già responsabile della chirurgia bariatrica del Gruppo San Donato, a Milano, che si è detta “molto motivata da questo nuovo percorso professionale e assai contenta di far parte di una squadra di colleghi molto qualificati, e di operare in una struttura come il ” Mater Olbia”, un esempio di eccellenza dal punto di vista sanitario”.

Siete partiti col primo intervento, professor Verbo?

“Beh, il primo giorno ne abbiamo messo in atto non uno, ma abbiamo attivato quattro procedure: c’era un by pass da impiantare e non si poteva rimandare”.

Si dice che il vostro obiettivo sia quello di compiere 100 interventi all’anno Non pochi…..

“Certo, non sono pochi, ma in questa regione i casi sono numerosi e bisogna rispondere a questa forte domanda della popolazione”.

Perché la Sardegna ha questo triste record?

“I motivi sono tanti. DIpende da fattori genetici, o anche climatici. Alla base, però, credo esista anche una sorta di diseducazione alimentare”.

La sleeve gastrectomy è un intervento invasivo: riduce le dimensioni dello stomaco

“Certo, ma in determinati casi di particolari forma di obesità è indispensabile ricorrervi perché busogna prevenire complicanze tipo diabete, malattie metaboliche in generale, patologie cardiovascolari. Insomma, il trattamento ha anche una sua forte valenza sociale”.

Da chi è formata la lista d’attesa?

“Nella gran parte sono pazienti sardi; per evitare favoritismi, seguiamo la via del Cup regionale. In questa fase pre estiva la richiesta di interventi aumenta: bisogna accelerare fino all’inizio di Agosto”.

Il Mater Olbia

I chirurghi non sono soli: abbiamo letto di un team multidisciplinare.

“Giustissimo sottolinearlo. Non potremmo garantire un risultato soddisfacente se non potessimo contare su un gruppo di colleghi di alto livello. C’è lo psicologo, lo pneumologo, l’endoscopista, l’anestesista ovviamente: occorre rispettare un percorso rigido e quindi sono indispensabili l’affiatamento e l’intesa. Della nostra équipe fa parte anche il dottor Mattia Bez, formatosi in chirurgia bariatrica presso l’Università di Bruxelles“.

Come si trova al “Mater”? Le manca il “Gemelli”?

“Mi trovo benissimo. Per me il “Gemelli” e l’Università Cattolica sono stati due scuole dal punto di vista professionale e personale. Spesso torno a Roma per eseguire interventi che mi vengono richiesti esplicitamente da amici o conoscenti: lo faccio volentieri, ma in tanti casi chiedo di venire loro a Olbia”.

I bene informati assicurano che ormai lei, un autentico stakhanovista del bisturi, è un olbiese di adozione. Ha persino comprato casa per recuperare le energie spese in tutto il giorno.

“Premesso che non sono un dinosauro, dedico al lavoro un gran numero di ore, come sanno i miei collaboratori e chi mi conosce. Qui però sono stato (e sono) spesso rapito dal fascino dell’umanità, dai valori ambientali, dall’empatia della gente, risorse impagabili. Coltivo i valori di un’economia green, inseguo l’obiettivo di arrivare a un’autonomia energetica. Ecco, all’inizio pensavo che mia moglie non fosse del tutto propensa a condividere e ad assaporare con me tutto ciò, ma poi anche lei ha toccato con mano…”

La sanità assorbe quasi il 50% del bilancio regionale, eppure è una delle più gravi emergenze di tutta la Sardegna (e non solo). Se non si arriva a una svolta, a un’inversione di tendenza, è solo colpa della politica?

“Il discorso è complesso e non si può liquidare in poche battute, ma in gran parte dipende davvero dalla politica, dalle scelte che si compiono e dalle carenze alle quali non si pone rimedio”.