Filo diretto tra Olbia e Lazio per scoprire, formare e valorizzare giovani calciatori. L’artefice di questa affiliazione – più volte annunciata dai vertici dell’Olbia calcio – è Fabrizio Lucidi. Bisogna dirlo, anche se l’interessato predilige il profilo basso, tipico di chi ama il proprio lavoro ed è soddisfatto quando arrivano risultati concreti. L’accordo tra il club gallurese e quello guidato da Claudio Lotito può generare vantaggi a tutt’e due le società, dopo l’intesa che punta a mettere in primo piano la creazione di un settore giovanile articolato e organizzato . “Si va dai 13 anni in giù – spiega Lucidi -, fino ai sei anni. E la nostra azione sarà quella di curare gli under 13, 12, 11, 10. Sarà molto importante, direi determinante, l’opera di due elementi come Salvatore Melino e Diego Di Gennaro, due ragazzi eccezionali che, finché coi sarò io, nessuno dovrà mettere in discussione per la loro competenza, la loro passione e lo spirito di abnegazione che trasmettono”. Melino e Di Gennaro, tra l’altro, sono due ex calciatori dell’Olbia e la loro presenza può caratterizzarsi come una tappa importante nel processo della “connessione” tra il club e la città più volte annunciata e non ancora realizzata. “Credo che questo legame – aggiunge il responsabile del settore giovanile – debba essere rafforzato: si pensi che quando si è saputo che l’Olbia era alla ricerca di allenatori per seguire i giovani mi sono arrivate tante di quelle richieste non solo dall’Italia che nessuno può immaginare. Ma la nostra scelta di campo era quella di puntare su risorse locali, olbiesi per meglio dire”.

Questo è il primo “occhio” della Lazio verso la Sardegna, e anche in questo senso si può parlare di segnale confortante. Se nella “cantera” dell’Olbia si farà luce un giovane interessante, è ovvio che l’opzione diretta è quella di segnalarlo al club romano, che avrà l’opportunità di vederlo all’opera immediatamente, senza dover aspettare provini, filmati, interventi esterni e via elencando. Allo stesso modo si può ipotizzare che, superata la fase di “rodaggio”, lo stessa società biancoceleste possa “dirottare” a Olbia qualche giovane promettente del proprio vivaio, in un campionato come quello che disputeranno i bianchi. Già, quale sarà? Serie D o C? I tifosi continuano a chiedersi se la storia della domanda di ripescaggio sia stata una boutade utile per gasare l’ambiente oppure si fondi su solide basi. Se si parla con i massimi esponenti della Swiss Pro, la risposta è una sola: esistono numerose e concrete possibilità che l’Olbia (ri)approdi nella terza serie nazionale. E cioè che il “miracolo” – perché di questo si tratta – possa avverarsi. Mah…