Diciamocelo subito: tra Nuorese e Olbia non c’è mai stata rivalità accesa. Chi segue il calcio lo sa bene. E proprio per questa ragione, qualche giorno fa c’è stato un raduno indimenticabile nel capoluogo barbaricino. Il merito è tutto di Pasquale Catte – roccioso difensore di una Nuorese memorabile, già presidente del sodalizio, oggi brillante imprenditore di un’azienda di cui fanno parte integrante i suoi figli. Anche loro, come il loro dinamico genitore (un giovanotto del 1939), sono “ammalati” di calcio, ricordano le gesta più gloriose della loro squadra del cuore, ma non hanno mai smesso di guardare alle espressioni calcistiche di altri territori. Tra questi, c’è l’Olbia. Ecco, Pasquale Catte ha voluto organizzare questa festa che ha avvicinato ancora di più le due eccezionali compagnie di amici: quella nuorese, che… giocava in casa, e quella olbiese che ha accettato di buon grado di disputare un match (si fa per dire) enogastronomico in un locale al centro di Nuoro (quindi in trasferta) con la certezza che quell’appuntamento avrebbe rappresentato un caposaldo tra i due gruppi, animati dalla stessa passione per il pallone. E così, da Olbia sono partiti un ex presidente (Francesco Sotgiu), due ex glorie locali come Pinuccio Petta e Michele Moro e altri amici “continentali” (come ad esempio Aronne di Carpi) e il grande incontro con la numerosa pattuglia di nuoresi ha toccato vette di divertimento e di gioia di stare assieme difficilmente raggiungibili in altre occasioni conviviali.

Con Catte (presidente delle Vecchie Glorie della Nuorese, medaglia d’oro del Comune di Nuoro per meriti sportivi, nella foto qui sopra con l’ex presidente dell’Olbia Francesco Sotgiu), sono stati ricordati i mitici Stellino, Sogus, Demarcus, Mingioni e tanti altri, per passare a tempi più recenti e salutare qualche commensale che ha onorato la tavola con gioia, come Sergio Branca (fisico asciutto, pronto a… indossare la maglia), o come Gianni Coccone, o come numerosi dirigenti e o ex dirigenti del club verdeazzurro. Ma uno dei protagonisti della magica “riunione” è stato Silvio Vargiu, impagabile ed efficientissimo deus ex machina del rendez vousv(nella foto qui sotto, mentre sta per servire la torta-ricordo).

IL MENU. Con tutte queste premesse, la scelta degli alimenti non poteva che essere ispirata al più classico dei menu “mari e monti” (a proposito complimenti ai cuochi). Antipasto di cozze crude (rigorosamente di Olbia), quindi tartufi di mare scelti a uno a uno (e graditissimi), quindi ricotta, formaggio molle, melanzane fatte in casa, una “coratella” da mille e una notte. Ecco i salumi, roba seria, che hanno preparato lo stomaco a dei “malloreddus” con un sugo squisito, uno spezzatino di pecora da premio Nobel, maialetto arrosto, ancora formaggi, frutta a go go. Il tutto innaffiato da un vino corposo e da ettolitri di birra. Dulcis in fundo una torta fatta confezionare per l’occasione con tanto di gagliardetti di panna montata di Nuorese e Olbia. E prima del congedo, foto di gruppo nel campo sportivo adiacente al raduno. A kent’annos a tottu.


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