“Ma tu c’hai capito qualcosa di quello che sta succedendo?” Mi chiede un amico angosciato dal bombardamento di notizie sulle mille guerre in corso.
“Caro amico, non è così complicato, basta dare un’occhiata ai libri di storia, li c’è la chiave per capire il presente. Immaginiamo che la civiltà occidentale sia nata nel 753 A.C., la data che la tradizione attribuisce alla fondazione di Roma. Per circa un millennio i nostri antenati diffusero i nostri valori in buona parte dell’Europa, oltre che nel resto del bacino mediterraneo. Certo dovemmo sterminare qualche milione di Galli, Germani, Ispanici ed altri popoli selvaggi poco interessati ai benefici delle Terme e degli acquedotti, ma, si sa, non si può fare la frittata senza rompere le uova. Per fortuna poi diventammo cristiani, anche se, per qualche secolo ci ammazzammo fra di noi per decidere qual era l’interpretazione più giusta della Buona Novella. A un certo punto scoprimmo un mondo del tutto nuovo al di là dell’Atlantico e subito ci dedicammo a sterminare buona parte di quelli che ci vivevano, anche perché gli indigeni si dimostravano infingardi e, pur di non lavorare, spesso si facevano morire di inedia. Allora avemmo un’ottima idea, in Africa c’erano moltitudini di selvaggi senza Dio, che non vedevano l’ora di lavorare gratis in cambio della salvezza della loro anima, per cui li convertimmo e li portammo nel Nuovo Continente. Certo un bel po’ morirono durante il viaggio, ma, si sa, anche oggi che ci sono gli aerei, spesso spostarsi da un continente all’altro è molto scomodo. E, visto, che c’eravamo, in cambio dei fastidi che c’eravamo presi per trasferire tanta gente, ci siamo impadroniti delle risorse del continente africano, che tanto non erano di nessuno, e abbiamo portato anche li la nostra civiltà ed i nostri valori.
Dopo qualche tempo, nel lontano Oriente ci imbattemmo in uno strano paese, la Cina, i cui governanti, ignari dei vantaggi del mondo moderno, si rifiutavano ostinatamente di comprare da noi l’oppio, che tanto faceva bene alle loro popolazioni, per cui, anche li fummo costretti ad ammazzare un bel po’ di musi gialli, come avevamo fatto anche nel resto di quel continente. A un certo punto, poi, abbiamo scoperto che la schiavitù era una cosa superata, abbiamo inventato il capitalismo e ci siamo accorti che è meglio pagare chi lavora, invece che dovercene far carico “vita natural durante”. A quel punto, nell’Ottocento, abbiamo ripreso con più lena a sterminarci fra di noi (oltre che naturalmente massacrare gli altri), cosa che comunque avevamo sempre fatto per tenerci in allenamento. Oltretutto avevamo scoperto che noi eravamo i migliori, ma non tanto perché portavamo la parola di Dio, ma perché eravamo bianchi e la nostra civiltà era superiore a tutte le altre. E, nella prima metà del Novecento, mentre ci scannavamo fra di noi per vedere chi, fra i bianchi, progrediti e moderni fosse più bianco, progredito e moderno, ci siamo presi il tempo per sterminare qualche milione di ebrei e di sottouomini di stirpe diversa, come slavi e russi.
Ma finalmente abbiamo capito che non conviene ammazzarci fra di noi occidentali. Poiché siamo portatori di democrazia e campioni di diritti umani, forse è meglio prendercela con quei paesi sottosviluppati i cui popoli sono sottoposti a regimi autocratici ed hanno culture troppo diverse dalla nostra. E, se proprio si ostinano a rifiutare il nostro aiuto, allora, anche se controvoglia, siamo costretti a massacrarli per ricondurli alla ragione.
Nell’ultimo dopoguerra abbiamo iniziato con le guerre coloniali, poi, visto che questi popoli non collaboravano, abbiamo concesso loro persino l’indipendenza a condizione che si lasciassero condurre per mano, tanto non avrebbero saputo neanche come gestire le loro ricchezze. Ogni tanto, anche se a malincuore abbiamo dovuto impartire qualche lezione salutare, come a Santo Domingo, in Vietnam, a Panama, nelle Granadine, nei Balcani, in Libia, in Siria, in Iraq, in Afghanistan, e adesso in Palestina e in Iran. Per fortuna, talvolta, abbiamo potuto contare in molti paesi su qualche amico lungimirante, spesso generali o capi di stato, che sapevano usare le maniere forti per imporre ai loro popoli i nostri principi democratici. Sempre per il loro bene. Adesso in tanti si sono messi in testa di fare di testa propria, hanno perfino creato un’associazione economica, i Brics, per capovolgere il nostro mondo, riparandosi dietro Russia e Cina, ma stiano attenti, noi per la democrazia e i diritti umani siamo disposti ad andare fino in fondo. Adesso ci stiamo occupando dei gregari, ma prima o poi penseremo anche a loro. E poi, diciamocela tutta, possiamo mai dare il petrolio dell’Iran e del Medio Oriente alla Cina, che è una dittatura? Non è più giusto e sacrosanto che ce lo teniamo per noi, che siamo democratici?
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Per capire il perché dei conflitti in corso basta dare un’occhiata ai libri di storia
“Ma tu c’hai capito qualcosa di quello che sta succedendo?” Mi chiede un amico angosciato dal bombardamento di notizie sulle mille guerre in corso.“Caro amico, non è così complicato, basta dare un’occhiata ai libri di storia, li c’è la chiave per capire il presente. Immaginiamo che la civiltà occidentale sia nata nel 753 A.C., la…

