Tutti i leader europei sono concordi sulla necessità di riarmare massicciamente l’Europa, in previsione della prossima invasione del vecchio continente da parte della Russia, data ormai per certa. Restano, pero, alcuni punti da chiarire. L’invasione inizierà nel 2027 come afferma la Von der Leyen o nel 2029 come affermano inglesi e francesi? Sarà d’estate o d’inverno? La Sardegna sarà annessa? E Putin rispetterà le nuove province? La soluzione più percorribile sarebbe di chiedere direttamente all’interessato, ma purtroppo costui ha dichiarato più volte di non avere l’intenzione di scatenare questa guerra con la Nato, perché ovviamente non ne ha la forza, e neanche l’interesse. Ma allora come facciamo a convincere l’opinione pubblica a rinunciare all’assistenza medica per spendere tutto in missili e cannoni? Se proprio la Russia si intestardisce a non volerci invadere, la Von der Leyen ha indetto un concorso internazionale a premi, fra quei paesi che siano disposti a farci la guerra. Fra i primi si sono fatti avanti il principato del Liechtenstein e il Principato di Andorra, ma nel caso del primo non si è trovato nessun generale che sappia pronunciare il nome del principato, per cui c’è il rischio concreto che durante il conflitto possano insorgere delle complicazioni. Nel secondo caso nessuno sa dove si trova esattamente Andorra, per cui anche in questo caso si è dovuta scartare la sua candidatura. Ma la combattiva Ursula non si è lasciata scoraggiare: dopo la trovata del kit antiatomico da distribuire a tutti i cittadini europei, ha proposto di travestire da soldati russi tutti i tifosi del Napoli, che, in quanto a razzi e botti non sono secondi a nessuno, e di far iniziare la guerra a Capodanno, quando i festeggiamenti di fine anno possono essere facilmente scambiati per l’inizio delle ostilità. L’unico problema è il traffico, invadere Napoli con centinaia di carri armati intaserebbe il centro storico con grave nocumento per il turismo, a ciò si aggiungerebbe la proverbiale indisciplina degli automobilisti napoletani, già poco inclini a rispettare le regole della circolazione. Immaginate, poi, il bailamme di centinaia di carristi che litigano fra di loro e con i napoletani nelle loro rispettive parlate nazionali. “Mon Dieu”, “Mein Gott”, “My Good”, “Va fa ncul, lieveta a nanz (vai a …,togliti di mezzo).
Resta la carta dell’Africa, tanto più che la Meloni e Salvini i neri non li possono sopportare, ma c’è il problema che è difficile travestire gli africani da soldati russi, perché la Russia è notoriamente alquanto sprovvista di soldati di quel colore e anche con le creme è difficile smacchiarli. Insomma alla fine anche la nostra presidente UE si è dovuta arrendere e ha deciso di rinviare la guerra a data da destinarsi, possibilmente dopo il prossimo campionato del mondo, magari a chiusura del Festival di Sanremo. Nel frattempo, però, armiamo almeno la Germania, che, come è noto, si è sempre distinta negli ultimi secoli per pacifismo, moderazione e autocontrollo