Antonio Loriga resta al suo posto. Continuerà a svolgere il mandato di vicepresidente del Cipnes. E Gianni Sarti, che riteneva illegittimo il suo allontanamento dal vertice dell’ente pubblico dovrà prenderne atto. Così ha deciso il Tar della Sardegna – presidente Tito Aru, consigliere Antonio Plaisant e consigliere referendario Silvio Esposito – con la sentenza del dello scorso 7 maggio, definendo il ricorso, presentato dall’ex presidente Sarti contro la Provincia di Sassari (rappresentata dall’avvocato Marcello Bazzoni) “in parte infondato e in parte improponibile“. Si chiude così un capitolo (sempre che Gianni Sarti non voglia ricorrere ancora al Consiglio di Stato) che aveva suscitato un certo scalpore negli ambienti politici non solo galluresi. La nomina (15 novembre 2024) di Antonio Loriga da parte dell’amministratore straordinario Rino Piccinnu come rappresentante della Provincia nel consiglio di amministrazione del Cipnes al posto di Gianni Sarti (nominato il 28 gennaio del 2021, su pressing dell’ex presidente della Regione Christian Solinas nei confronti soprattutto del sindaco di Olbia Settimo Nizzi che aveva già deciso di puntare su Livio Fideli, attuale numero 1 dell’ente, non era stata digerita dal presidente che aveva dato mandato agli avvocati Massimo Lai e Flaviano Lai di Cagliari di investire il Tar Sardegna che ora si è espresso dando ragione a Loriga. Senza entrare nel merito dei tecnicismi, il tribunale amministrativo ha sostenuto che il provvedimento di nomina “ha tenuto conto degli effetti già prodottisi ex lege in ragione della riforma degli enti territoriali. Si è inteso – in termini sostanzialmente doverosi e imposti dalla nuova articolazione territoriale – sostituire il delegato dell’Amministratore della soppressa Provincia di Sassari con il delegato dell’amministratore del nuovo ente provinciale di riferimento, restando tale competenza senz’altro ricompresa nel perimetro delle incombenze affidate all’amministratore straordinario incaricato di assicurare la più volte ricordata successione tra gli enti provinciali”.