Domani è il giorno in cui il Consiglio Comunale di Olbia intende approvare un nuovo Piano Particolareggiato da oltre 20.000 metri cubi di nuove edificazioni, si accende il dibattito pubblico sulla tutela di Porto Rotondo. La Fondazione Porto Rotondo, con un documento firmato dal Presidente Leonardo Donà dalle Rose e dal Presidente Onorario Luigi Donà dalle Rose, ha depositato le Osservazioni ufficiali al nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), ponendo una serie di rilievi paesaggistici, urbanistici e idrogeologici con il supporto di esperti qualificati. Secondo la Fondazione, l’approvazione del Piano Particolareggiato in questa fase rappresenterebbe un atto «grave e discutibile», perché non solo anticipa la conclusione del procedimento generale del PUC, ma soprattutto ignora le osservazioni già presentate e disconosce l’eccezionale valore culturale, paesaggistico e architettonico di Porto Rotondo.

Un’identità urbanistica da proteggere, non da cancellare
Porto Rotondo non è un semplice insediamento urbano: è il risultato di una visione progettuale coerente, un esempio raro di armonia tra architettura mediterranea, spazi pubblici e paesaggio naturale. «Un impianto integrato e riconoscibile», scrive la Fondazione, oggi a rischio per effetto di previsioni edificatorie considerate speculative e disallineate dal contesto. A rafforzare l’eccezionalità del sito è intervenuto di recente un Decreto ministeriale di vincolo della Soprintendenza di Sassari e Nuoro (giugno 2025), che tutela non solo la celebre Chiesa di San Lorenzo, ma l’intero impianto urbano di Porto Rotondo, riconoscendo valore alle relazioni visive, ai materiali e alle atmosfere che lo rendono unico.
Osservazioni tecniche e un appello al dialogo
Nelle Osservazioni depositate, la Fondazione chiede un blocco immediato delle nuove edificazioni e l’applicazione di tutele paesaggistiche e ambientali coerenti con il Piano Paesaggistico Regionale (PPR). Gli studi allegati documentano anche criticità idrogeologiche potenzialmente gravi, che verrebbero ulteriormente aggravate da nuove costruzioni. Nel caso in cui l’Amministrazione intenda comunque ammettere interventi di “completamento”, la Fondazione sollecita che ogni nuova edificazione sia rigorosamente subordinata a valutazioni visive, paesaggistiche e idrogeologiche approfondite, in linea con il recente Decreto ministeriale e con il valore pubblico riconosciuto del sito.

Una battaglia culturale, non privata
«La tutela di Porto Rotondo è un interesse pubblico non negoziabile», ribadiscono i firmatari. Non si tratta, affermano, di difendere un interesse privato o di una battaglia nostalgica, ma di proteggere un bene culturale e identitario che appartiene alla Sardegna e all’Italia tutta. Per questo, l’intenzione del Comune di approvare un Piano Particolareggiato di tale portata prima della definizione del nuovo PUC appare «inaccettabile e priva di giustificazione». Un’iniziativa che rischia di vanificare il confronto pubblico e svuotare di senso il processo partecipativo previsto dalla legge.
La richiesta: fermare l’iter e avviare un confronto serio
La Fondazione chiede formalmente all’Amministrazione comunale di ritirare o sospendere l’approvazione del Piano Particolareggiato e avviare un confronto pubblico, trasparente e informato, nel rispetto delle regole e del valore storico e culturale del luogo. La disponibilità al dialogo è confermata anche nel comunicato ufficiale: «Restiamo disponibili per ogni chiarimento, dichiarazione o intervista».


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