Finalmente ci è pervenuto il servizio dell’inviato di Moro Seduto al vertice Nato di Ankara. L’importante simposio si è aperto con una toccante cerimonia, durante la quale il presidente turco, quasi a testimoniare lo spirito profondamente pacifista dell’Alleanza, ha esibito (senza usarla) agli ospiti di riguardo una pistola dalle ragguardevoli dimensioni, capace, mentre guardava Trump, di perforare almeno tre persone.
Il presidente americano, che si è presentato in divisa da arbitro (aveva appena finito di espellere 11 giocatori della squadra che aveva battuto la nazionale americana) ha tolto subito il microfono dalle mani di Erdogan. “Io so io e voi non siete un c…o” scatenando così l’applauso di tutti i presenti che facevano a gara a chi applaudiva di più.
Dear subordinates (cari sottoposti) Don’t make me angry (non mi fate arrabbiare). Intanto mi dovete dare la Groenlandia che mi serve, poi mi prendo Cuba e, se quella nana italiana mi fa imbestialire, mi prendo anche il Vaticano. E se non volete che mi incazzi sul serio mandatemi subito le vostre navi ed aerei per fare pure voi la guerra all’Iran”.
Timidamente la Von der Leyen ha cercato di far presente che noi europei stiamo già facendo la guerra alla Russia, che ci costa un sacco di soldi, ma che, se è necessario, possiamo comprare altre 1.000 miliardi di armi e petrolio made in USA. Incoraggiato dall’audacia della connazionale, si è fatto avanti il tedesco MerzSire, cioè caro presitente. Kuei Untermänner (sottouomini) dei ruski ci hanno mazziati una folta, ma adesso vogliamo fendicarci. Ci poffiamo fare la bomba atomica? Potete fidarvi di noi, che siamo sempre stati pacifisti, Gott Mitt Uns (Dio è con noi). Heil.
Nel frattempo la nostra presidente del Consiglio cercava di non farsi notare, nascondendosi dietro a Macron, ma a un certo punto, interpellata direttamente dal segretario generale della Nato, non ha potuto esimersi dall’intervenire.
A regà, qui semo tutti amichi, io so’ daccordo co tutti, firmo tutto, ma nun ve ncazzate co me, che già Trump m’ha fatto un cazziatone, io che glie volevo tanto bene e che me piaceva tanto quanno ne toccava la capoccia!“ Poi all’improvviso è scoppiata in lacrime tra le braccia di Macron, visibilmente commosso. Corre subito in suo aiuto Tajani, che da un’ora si aggirava smarrito, perché non capiva che ci faceva li, fino a quando un cerimoniere, certo Mustafà Kemal Esposito, che in realtà era un immigrato napoletano, gli aveva detto che lui era il ministro degli Esteri italiano.
Comunque, ad un certo punto Trump, che già non riusciva a nascondere noia e insofferenza, se n’è andato senza neanche salutare, per cui il segretario generale della Nato, visibilmente in imbarazzo, ha preso la parola per chiudere la riunione. “Cari alleati, Sua Maestà, cioè volevo dire il presidente Trump ha ragione. Dobbiamo impegnarci di più, e, in attesa di decidere quale guerra vogliamo fare, attacchiamo il Principato di Andorra, tanto nessuno sa dove c…o sta e non gliene frega niente a nessuno