Urge fare il punto sull’Olbia calcio, sul suo destino, all’inizio di questa settimana che potrebbe davvero essere decisiva. La soluzione praticabile, come vedremo più avanti nel dettaglio, visto l’enorme indebitamento (almeno dai 3 ai 4 milioni di euro), è il cosiddetto “accordo per la ristrutturazione del debito” che va omologato dal tribunale. Perché venga attuata questa procedura (non brevissima ma non impossibile) prevista dalla legge per chi si trova in difficoltà ma intende operare in continuità, occorre che creditori non solo siano d’accordo, ma si “accontentino” di importi decisamente ridotti rispetto alla loro esposizione che in caso di fallimento sarebbe vicina allo 0. Questa decisione, perché la procedura venga ammessa, va deliberata dall’assemblea dei soci che dev’essere convocata ad hoc e a questa incombenza dovrebbe provvedere (se crede a questa via d’uscita) il presidente Guido Surace (si trova in Argentina, tornerà il 28). Gli altri soci che non fanno capo alla Swiss Pro – vale a dire l’ex presidente Alessandro Marino, l’ex vicepresidente Gianrenzo Bazzu (che non sarebbe… contrario all’ipotesi di diventare presidente) e Alexandre Tartara, titolari del 30 per cento delle quore – potrebbero pretendere la convocazione dell’assemblea ma non hanno il potere di convocarla. Ecco, gioverebbe alla chiarezza sapere se questa intenzione esiste oppure no.

Il consulente dell’Olbia Giovanni Degortes

Va precisato però che la figura chiave (anche per un eventuale piano B) è Murat Yilmaz, il facoltoso uomo d’affari turco-tedesco che ha finanziato il club (più precisamente la Swiss Pro) con diversi bonifici che avevano la forma (e soprattutto la sostanza) di altrettante bombole di ossigeno. Fonti accreditate indicano in 2,5 milioni di euro i versamenti del turco nelle casse dell’Olbia. Stanco di dover scucire cifre importanti, ma comunque marginali rispetto al giro d’affari e alla disponibilità di Yilmaz che” opera con venti società in sei Paesi” (intervista concessa al sottoscritto il 15 novembre 2024), il finanziatore che ama il calcio (tifa per il Galatasaray) ha ormai da tempo rotto i ponti con i vertici della Swiss Pro e in particolare con Benno Raeber, il dirigente che, nonostante abbia lasciato la città da quasi un mese, fino a qualche giorno fa ha tentato di mettere i bastoni tra le ruote a chi si muoveva per la cessione dell’Olbia a chi ha manifestato interesse concreto (un altro sedicente gruppo ha proposto di rileverla a 1 euro, accollandosi i debiti) a rilevarla con tutti i “se” del caso. Tra Yilmaz e Raeber, dunque, l’idillio è finito, e quando questa verità è stata scritta, l’ufficio stampa dell’Olbia si è precipitato a bollare, con insulti annessi, quell’articolo come dannose “Fake News“, accusando l’autore di “non volere il bene dell’Olbia”. Roba da ridere, come risulta dalla realtà dei fatti: qualcuno avrebbe dovuto chiedere scusa, ma ognuno ha il suo stile. L’assenso del turco alla ristrutturazione del debito è ovviamente fondamentale: anche lui è un creditore e dovrebbe prendere atto della soluzione “saldo e stralcio” che consentirebbe di procedere con la trattativa avviata in particolare con un gruppo che si appoggia ad alcuni operatori economici locali e a qualche professionista. Questi ultimi hanno chiesto di conoscere i primi dati sul debito, hanno anche verificato che mancano all’appello gli ultimi due bilanci e dunque si sono fermati allo stop. Se però i debiti fossero congelati, loro sarebbero pronti a proseguire.

Gian Renzo Bazzu

Questo lo stato dell’arte e non vorremmo trovarci nei panni di Giovanni Degortes che sta cercando, non senza affanno e difficoltà, di sbrogliare la matassa. Negli ultimi giorni il consulente ha preso atto che Benno Raeber (contro il quale ha preso posizione anche lsa tifoseria organizzata) non aveva nessuna intenzione di fare passi indietro; anzi, non passava giorno che non impartisse disposizioni al direttore generale Alessandro Giorgi e non gli comunicasse che i contratti con i giocatori doveva trattarli lui e non il dirigente romano. Tant’è che quando ha capito l’antifona, Giorgi si è dimesso da dg e aspetta di sapere cosa potrà fare come direttore delle affiliazioni. Prima di Giorgi, aveva rinunciato all’incarico di capo del settore giovanile Fabrizio Lucidi del quale non si hanno più notizie. Manuel Gonzalez invece è tornato al… vecchio amore: quello del pallone da giocare. Ha svolto (con fatica, sempre a causa di Benno che lo assillava mattina e sera) il compito di direttore sportivo. Indosserà la maglia del Bisceglie. E la squadra? Tutta da fare. Anche Cristian Arboleda ha lasciato Olbia per firmare con il neo ripescato Cos. Un gigantesco punto interrogativo riguarda la sede del ritiro (Alà dei Sardi? Addrittura Thiesi?), oltre all’allestimento di una squadra che comunque non potrà coltivare ambizioni diverse dalla salvezza. Per ultima, la questione tecnica: Lucas Gatti occuperà la panchina, come lui vorrebbe? La risposta è nel vento, come sentenziava il mitico Bob Dylan.