Non c’è pace nel calcio olbiese. Non bastassero i grattacapi dell’Olbia che tra pochi giorni dovrà affrontare la prima giornata di Coppa Italia e il 7 settembre vedersela in trasferta contro l’Albalonga per l’esordio in campionato, ora sembra che pure il Tavolara incontri delle difficoltà non preventivate, a pochi giorni dall’inizio della preparazione, in vista del campionato di II categoria che lo storico sodalizio olbiese nato nel 1954 intende vincere, secondo i programmi ambiziosi del suo presidente Damiano Brundu. Lo abbiamo incontrato oggi, quasi per caso. Brundu è infuriato, ha un diavolo per capello. “Se non ci danno un campo su cui allenarci, mollo tutto e me ne vado- tuona il numero 1 del sodalizio -, non avrei mai immaginato di trovarmi in questa situazione quando ho deciso di investire nel Tavolara”.

Se molla tutto, il progetto di portare in alto il Tavolara va in fumo…
“E cosa posso farci? Io sarei il primo a rimetterci perché ho già speso una cifra importante per allestire una squadra competitiva e non avrebbe più senso contare su un budget imponente”.
Attenzione con i sogni di gloria: pare che il Golfo Aranci si sia attrezzato per sbarrarvi la strada.
“Ah sì? Le assicuro che noi siamo più forti”.
Insomma, però non avete un campo su cui allenarvi e disputare le gare del torneo…
“Abbiamo trovato un accordo per disporre del campo di Telti, ma ora ci hanno imposto degli orari che non sono compatibili con le esigenze della squadra e dello staff tecnico. Tra l’altro, la concessione del campo è tutt’altro che gratuita, e in mancanza di alternative saremmo costretti ad accettare la richiesta che, ripeto, è notevole”.
A Olbia ci sono tante squadre e pochi campi.
“Pochi? Non ce ne sono proprio. C’è la possibilità, solo teorica, di poterci allenare al Geovillage, ma siamo andati a verificare lo stato dell’impianto e… per carità: per rimetterlo in sesto, non basterà un mese. Non ci sono tribune, non ci si può riparare né dalla pioggia né dal vento: se anche fosse agibile in tempi brevi, nessuno verrebbe ad assistere alle partite”.
Cosa farete da oggi a lunedì?
“Cercheremo di trovare una soluzione, con la consapevolezza che è un’impresa ardua, se non impossibile. Una cosa è certa: se non la troveremo, io so già cosa fare: mollare tutto e tornare a casa. Non accetto questo continuo stress e lo ribadisco: se avessi immaginato di trovarmi in questo stato a pochi giorni dal via agli allenamenti, non avrei mai preso in considerazione l’idea di avvicinarmi al Tavolara”.


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