Oggi è il compleanno di Giancarlo Favarin. A kent’annos, innanzitutto. Degli auguri, il coraggioso allenatore dell’Olbia, ha bisogno come il pane. Ha accettato, senza pensarci troppo, di tornare a sedersi sulla panchina dell’Olbia dopo un’assenza di oltre vent’anni. Olbia gli era piaciuta, come piace a molti che passano da queste parti. Il mitico “zio” Nino Deiana Cannone, in una delle sue tante genialate, amava ripetere: “Olbia? No, custa est Caracas“. Un posto dove ci si diverte, insomma, dove si vive bene.

Non se la passa così bene però l’Olbia calcio. Tra due giorni (ri)comincia la stagione ufficiale con la gara di Coppa a Pomezia. Dopo una settimana bisognerà presentarsi ai nastri di partenza del campionato: Albalonga in trasfera, Valmontone in casa. E saremo al 14 settembre. In quali condizioni si troverà l’Olbia? Legittimo domandarselo, alla luce degli ultimi avvenimenti. Intanto, una notizia. Guido Surace non si è visto. O si è nascosto, oppure ha rinunciato all’idea del gran rientro (addirittura con un nuovo finanziatore, sosteneva qualcuno) preferendo seguire da lontano l’andamento del club di cui è ancora presidente (con potere di firma). Al pari di quel Benno Raeber di cui si sono perse le tracce.

Intanto a Olbia è stato attivato il Comitato di sostegno, nato per racimolare un po’ di euro, in attesa che il gruppo che ha manifestato interesse a rilevare il club valuti a che punto è il sondaggio preventivo sulle intenzioni dei maggiori creditori, ai quali sarebbe stato proposto di accontentarsi di una parte di quanto dovuto con la formula del “saldo e stralcio“. Se ci fosse il via libera, solo a quel punto si potrebbe attuare la procedura (non breve) prevista dalla legge sulla “rinegoziazione del debito”, che però dovrebbe essere deliberata dall’assemblea dei soci (compresi quelli che hanno ancora il 30% delle quote) insieme con i due ultimi bilanci della srl che mancano ancora all’appello.

I supporter dell’Olbia

In questo momento tutto il carico di lavoro operativo ricade nelle spalle di due persone: Giovanni Degortes e Francesco Checco Milia. Sono loro che stanno garantendo la sopravvivenza dell’Olbia, che procede con una navigazione a vista. Il consulente (che è anche presidente del Comitato di supporto) non solo ha trovato gli 82mila euro per l’iscrizione alla serie D, ma si.è anche dato da fare perché l’Olbia avesse uno sponsor di maglia. Milia invece si è occupato e si occupa attivamente del parco giocatori (che attualmente sono 31: decisamente troppi. A proposito pare sia rientrato il portiere Ascioti), dei rapporti con il tecnico e lo staff, e dell’allestimento di una squadra che possa degnamente rappresentare la città in serie D, senza voli pindarici o programmi basati più sulla fantasia che sulla realtà.

Francesco Milia con Emanuela Selleri

La coppia di olbiesi (va sottolineato nell’ambito del progetto, mai realizzato, di connettere l’Olbia calcio alla città) si fa un mazzo così, ma si sente sola. Domani o dopo Degortes dovrebbe far rientro in città e molto probabilmente assisterà con Milia alla gara di Coppa. Nella settimana successiva, però, sarà opportuno conoscere lo stato dell’arte del club, le criticità, le prospettive, uno sguardo d’insieme sulle risorse necessarie per i mesi che mancano alla fine dell’anno e sulla restante parte del campionato. Un ruolo importante, nei prossimi giorni e mesi, potranno svolgere i ragazzi della tifoseria organizzata che con una certa trepidazione stanno seguendo passo passo l’evolversi della situazione e ovviamente non faranno mancare il loro apporto in un quadro societario sicuramente meno torbido di quello passato.

Insomma, la mission è difficile, complicata ma non impossible.