A preannunciare che sarebbe stato uno spettacolo esilarante quello che è andato in scena all’anfiteatro Mario Ceroli di Porto Rotondo, è stato il numeroso pubblico accorso da ogni luogo per gustarsi l’evento e accogliere calorosamente i protagonisti. “Anche un posto a sedere inventato dove poter seguire lo spettacolo, purchè io ci sia sempre”. Questo ha detto uno dei tanti fan dell’attore sardo Jacopo Cullin, noto e amato non solo in Italia, ma anche al di fuori
dei suoi confini. Agli sgoccioli del tour estivo nazionale, Jacopo Cullin ha portato in scena a Porto Rotondo lo spettacolo “È inutile a dire” , insieme all’attore spalla Gabriele Cossu e alla band, composta da Matteo Gallus al violino, Riccardo Sanna alla fisarmonica e Andrea Lai al contrabbasso. Per i pochi che ancora non conoscono Jacopo Cullin (non sanno cosa si perdono), possiamo iniziare col
dire che trattasi di un talento sardo, attore e regista cinematografico. Classe 82 , nato a Cagliari dove, da giovane, inizia a frequentare corsi di recitazione e successivamente a prendere parte ad alcune trasmissioni televisive trasmesse da Videolina. La notorietà a livello nazionale arriva successivamente con la partecipazione in qualità di attore nella serie di RAI1 “Lolita Lo Bosco”, ma soprattutto con il film “L’uomo che comprò la Luna” in cui Cullin è indiscusso attore protagonista.

“E’ inutile a dirsi” è un’esilarante commedia in più atti che porta in scena la società odierna e le abissali differenze generazionali di approccio alla vita e alle difficoltà che quotidianamente si presentano davanti all’essere umano, incapace, oggi, di connettersi profondamente al prossimo se non tramite il muro eretto dai social attraverso un telefono cellulare, la cui dimensione sempre più piccola appare inversamente proporzionale alla irrecuperabile distanza che è stato capace di creare tra gli esseri umani. Nello spettacolo,. Cullin ha voluto indirettamente sottolineare quanto questo problema sia ricaduto pesantemente negli adulti di oggi, che si ritrovano senza gli strumenti necessari per risolvere problemi che un anziano nonno (privo di cellulare) risolverebbe con i genuini ed efficaci metodi “antichi” che solo il semplice confronto
“face to face” potrebbe essere in grado di risolvere. Si cercano le risposte di vita su Google, e l’essere umano diventa sempre più fragile ed inadatto nell’utilizzo della mente, l’ingegno e del cuore per costruire un mondo migliore da lasciare ai figli ed ai nipoti.
Un altro dei temi cardine dello Show è stata la tragicomica distorsione della realtà che affrontano i “dipendenti dei social”. Un blocco delle comunicazioni social, ricevuto da un’amicizia o da una persona considerata cara, assume i connotati di una tragedia per chi lo subisce, e per contro, gli eventi della realtà di ogni giorno non sono più capaci di sortire alcun effetto.
Ma tutto questo e molto di più , nello spettacolo di Jacopo Cullin e Gabriele Cossu, è tradotto nella lingua della commedia satirica e cabarettistica che ha donato al pubblico una serata di continue risate, tanto da causare, piacevolmente, alla fine dello spettacolo, l’affaticamento dei muscoli facciali e del diaframma per l’eccessivo utilizzo. Lo spettacolo è stato impreziosito dall’esibizione dalla musica dal vivo della band composta da violino, contrabbasso e fisarmonica tra un cambio di scena e l’altro. La loro presenza è
apparsa parte integrante ed imprescindibile dello spettacolo.
“È l’ultimo giro di giostra” per quest’estate per la compagnia teatrale , e tirando le somme, per Cullin e il suo gruppo , è stata una stagione piena di grandi soddisfazioni ma soprattutto piena di divertimento,
perché i primi ad avere necessità di allegria e leggerezza sono proprio loro, gli artisti. In questo caso, con orgoglio, possiamo dire “I nostri artisti sardi”.


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