C’è tagliere e… taglieri. Stamattina, a una coppia di bei ragazzi sui trenta sono drizzati i capelli. Passavano dalle parti di via Roma, vicino alle Case popolari dove sono cresciute centinaia di generazioni di olbiesi doc, e hanno trovato parcheggio facilmente. T-shirt di cotone e pantaloncini corti lei, polo bianca e bermuda lui, sono entrati nel bar di Furrone, popolato da un nutrito gruppo di avventori che da anni, tutti i santi giorni (domenica esclusa) discettano di calcio giocato e da giocare, colossali pescate, mitiche battute di caccia, di usi e tradizioni locali in essere o venuti purtroppo a mancare. E raccontano storie più o meno vere (verosimili, però), condite volta per volta con particolari inediti anche per chi li ha vissuti in prima persona. Poi, tutto confluisce nel rito dell’aperitivo e soprattutto su quello del tagliere.
C’è Mario, l’anfitrione, che dispensa sorrisi compiacenti ai suoi clienti affezionati tenendo stretta tra le mani una bottiglia di bianco fermo, da alternare con un’altra piena di frizzantino, oppure c’è il gruppo che predilige il vino rosso, oltre ai fedelissimi della classica birretta che molto spesso scorre a fiumi. Si beve, si brinda e si mangia. Qualcuno, addirittura, pranza, Eh sì perché a un certo punto atterrano – come se fosse una pista per aerei – sul tavolino esterno uno, due, tre taglieri a seconda del tasso di appetito (e di sete) che contraddistingue gli astanti. E allora, senza fare gli schizzinosi con la nouvelle cuisine o con piatti gourmet, avanti tutta con la bottarga tagliata a pezzettonni accanto a robuste fette di mortadella, pomodori (buonissimi e succosi) con acciughe a gogo, formaggio molle e un po’ più stagionato, crostini con pesce, cipolla e pomodorini e chissà che altro. Eppoi, a grande richiesta, i fichi. Già, i fichi accoppiati con una brillante compagnia di acciughe da sciogliersi in bocca. Tra i clienti, c’è di tutto un po’: ex calciatori che vivono in Continente ma portano Olbia nel cuore, come Roberto Pavani e Omar Garofano, per non parlare di Michele Moro, che però gioca in casa. Ci scappa anche una telefonata all’ex mister dell’Olbia Gigi Vallongo. E un’altra a un ex di valore come Claudio Di Francesco. C’è anche un altro Mario, però, accanto al padrone di casa: l’ex sindaco e l’ex senatore Mario Cocciu (un vero talento con l’armonica a bocca, quando c’è da eseguire un selezionato repertorio) che non dimentica mai di curare il rapporto con la sua città e i suoi concittadini, in un ambiente popolare, un po naïf, lontano dai riflettori della politica. Eppoi, ci sono loro, i due bei turisti trentenni che sbocconcellano felici un tramezzino e lanciano uno sguardo languido ai taglieri senza avere il coraggio di avvicinarsi per un piccolo assaggio. Sorridono, mentre raggiungono con calma olimpica il loro mezzo di locomozione. “Ma voi siete degli… Ercoli“, mormorano convinti di non essere stati sentiti dal popolo dei furrones che li saluta con un semplice ma sincero Buone vacanze. (adi)

