Aiuto, aiuto! Stanno per arrivare i dazi di Trump. La presidente della UE corre ai ripari e con il piglio autoritario che la contraddistingue passa al contrattacco. “Per favore trumpino non ci mettere i dazi, guarda ti compriamo 800 miliardi di armi, tutto il gas che vuoi al prezzo che preferisci, non tassiamo i giganti del web, che tanto le tasse non le hanno mai pagate e, se non basta, ti regaliamo la Tour Eiffel, il Colosseo, e il Vaticano, papa compreso”.
Nel frattempo all’altro estremo del globo, a Shangai, si sono riuniti una decina di capi di stato di paesi lontani. Sono dei brutti ceffi, ma rappresentano più del 50 per cento della popolazione mondiale, un terzo del PIL e tutte le materie prime della terra. In Cina, India, Russia, nei paesi arabi e in Sudamerica ci sono parecchi milioni di milionari (in dollari) ansiosi di comprare Porsche, Ferrari, champagne e gioielli vistosi. C’è una classe media numerosissima, di centinaia di milioni di persone, che viaggia per il mondo, che è aggiornatissima ed informatissima, spesso con un livello di istruzione almeno pari al nostro, che è desiderosa di provare il Parmigiano, e di acquistare abiti alla moda e le altre mille belle cose che noi europei sappiamo produrre. Ma no, al di fuori del nostro pezzo di mondo non esiste nulla che ci possa interessare. Le nostre classi dirigenti non conoscono altro e non sono in grado di guardare se non il proprio ombelico. Come quando veramente eravamo il centro del mondo e potevamo permetterci di guardare agli altri popoli, specie quelli dai colori strani, con la boria di chi si sente appartenente ad una civiltà superiore. Prima ci svegliamo meglio sarà per tutti.