Cose che succedono in Italia. Cercando nell’archivio dell’Ansa Charlie Kirk si scopre che il nome dell’influencer americano ucciso da un infallibile sparatore è comparso meno di dieci volte negli ultimi dieci anni. E non c’è nemmeno traccia di alcun rapporto di Kirk con esponenti del governo; insomma era un perfetto sconosciuto diventato ora motivo di contesa. È bastata un’improvvida dichiarazione di chi guida il governo perché gli italiani si sentissero coinvolti nel fatto di cronaca e dessero inizio alla “guerra civile culturale” nel nostro Belpaese. Anche del presunto assassino sappiamo quasi nulla: è un giovane di 22 anni, repubblicano, sostenitore di Trump, appassionato di subculture circolanti in rete. Poche notizie ma sufficienti a Giorgia Meloni per poter accusare la sinistra di aver creato un clima d’odio. A quel punto si è scatenata la fantasia degli italiani che ignorano non solo la storia antica ma anche quella degli anni di piombo: c’è chi ha paragonato l’omicidio di Kirk a quello del commissario Calabresi e chi, con estrema ignoranza dei fatti e della storia, ha collegato la sinistra alle Brigate rosse. (Ricordiamo al volo che i terroristi delle Br indicavano tra i nemici del sistema anche il Partito comunista). In tutto questo la realtà ha superato qualsiasi forma di satira grazie ai titoli sull’omicidio di Kirk regalataci da fogli che, con estremo imbarazzo, dobbiamo chiamare quotidiani le cui testate si richiamano alla libertà o alla verità.
Che succede? In Italia siamo vittime di tutto quello che arriva dall’America dove negli ultimi trent’anni sono state messe a punto strategie per avere un nuovo consenso politico e il conservatorismo americano deve delegittimare l’avversario con ogni mezzo. La destra italiana si ispira a quella ricetta e la Meloni seleziona gli scarti di Trump per dare compattezza politica alla maggioranza divisa su tutto e costruire così il consenso nel proprio elettorato. Tutto questo diventa possibile quando la società è più ricettiva sui temi del populismo. È una vera guerra civile ideologica: Trump la conduce dopo aver smontato ogni regola dei principi democratici; taglia i finanziamenti alle Università per eliminare il pensiero dissenziente e avvia un conflitto con tutte le istituzioni. Ci sono poi le implicazioni religiose, Kirk era un predicatore, e in America, già dai tempi di Reagan, i repubblicani strinsero un patto con gli evangelici. Infine, la scuola che secondo Trump deve adottare un nuovo metodo: “Insegno quello che voglio io” … La destra italiana sposa questo modello e sostiene di voler sconfiggere “l’egemonia culturale” ma non sapendo che fare di concreto preferisce recitare il ruolo della vittima.
Una nota a margine. L’assassino di Kirk aveva la consuetudine di marchiare i bossoli delle cartucce. Su quello letale per Kirk era stata impressa la scritta “bella ciao”. Si dice che potrebbe aver preso l’idea da un videogioco in cui viene sganciata una bomba impartendo quel comando oppure da una serie tv in cui la frase è usata ironicamente. È difficile credere che il giovane abbia collegato “bella ciao” ai partigiani i quali, se sono stati travisati dai direttori di giornali della destra italiana nei titoli surreali, figuriamoci come saranno conosciuti nella città a sud dello Utah.

