Una luce fioca in fondo al tunnel. Si usa questa frase per far capire che c’è uno spiraglio in una situazione di black out assoluto, una roba del tutto simile a quanto sta accadendo all’Olbia calcio, con le indiscrezioni e le notizie che si accavallano senza un criterio. A proposito di notizie, partiamo dai calciatori che oggi – come hanno spiegato in un comunicato, di cui daremo conto più avanti – non si sono allenati. Da domani però la squadra riprenderà a farlo dopo aver parlato con la coppia di fatto che sta reggendo le sorti del club: vale a dire Giovanni Degortes e Francesco Milia, i quali hanno anche incontrati i giocatori prima del match perso malamente in casa con un punteggio tennistico. Una parte dello spiraglio è questa: c’è ossigeno ancora fino alla fine del mese, al momento nessuno sa qual è il futuro del club.
Le trattative. Non a caso usiamo il plurale. Contrariamente a quanto qualcuno crede, le manifestazioni di interesse sono… quasi tre. Va precisato che quella avanzata da Roberto Sulas è ancora in piedi, ma non è l’unica. Da fonte solitamente molto ben informata, infatti, abbiamo appreso che Murat Yilmaz potrebbe anche accettare la proposta economica di 700mila euro (da pagare a rate), ma la trattativa con chi deve vagliare l’attendibilità degli eventuali acquirenti riguarderebbe altri aspetti e soprattutto un’ulteriore documentazione, a partire dalla stima esatta dei contratti in essere con i calciatori e i dipendenti della società. Ma ad esempio si è affacciato sulla scena anche un altro gruppo lombardo che ha interessi diffusi nel mondo dello sport e in particolare nel basket e nel volley. In questo caso, si tratterebbe di un percorso un po’ più articolato perché l’eventuale decisione dovrebbe essere presa non da un singolo imprenditore ma da un consiglio d’amministrazione, visto che si tratta di un’importante società. Infine, esisterebbe una terza soluzione, sulla quale non esistono molti particolari sui referenti.
Ecco infine, per completezza di informazione, il documento fatto arrivare alle testate giornalistiche, il cui contenuto deve far riflettere, parola per parola.
“Dopo mesi di silenzio crediamo sia giunto anche per noi il momento di parlare. Fino ad oggi il nostro unico obiettivo è stato quello di lavorare con serietà ed impegno, accogliendo come nostra questa difficile sfida.
Crediamo sia però necessario prendere una posizione netta ed esprimere il nostro pensiero. Come prima cosa ci sentiamo in dovere di chiedere ancora una volta scusa alla città per la sconfitta di domenica. Il supporto ricevuto a fine gara dalla curva e dal Nespoli intero fortifica questo prezioso legame. A voi diciamo grazie. Anche per rispetto verso i tifosi, i primi a soffrire di questa incertezza, abbiamo scelto di fermarci e di non prendere parte alla seduta di allenamento di martedì 7 ottobre e dare quindi un segnale deciso e coeso, condividendo con tutti voi le nostre motivazioni. Dopo mesi di incertezze, chiediamo a gran voce rispetto per noi e per questa maglia. Noi gruppo squadra oggi patiamo il silenzio di una proprietà assente e inoperosa. È solo grazie a voi tifosi, ai dipendenti dell’ Olbia Calcio e al gruppo di volontari del Comitato che si sono stretti attorno a noi, che non ci siamo mai sentiti soli nemmeno un istante, ma è arrivato il momento di avere risposte e certezze. Chiediamo alla proprietà di riparare al danno fatto, di aver rispetto di chi lavora e soprattutto di una città che vede 120 anni di storia calcistica lasciati morire”.

