Una cosa è sicura: a Natale tutti mangeranno il panettone. Giuseppe Pistilli, classe 1974, di Cori, in provincia di Latina, si gode il day after di una tappa storica nel glorioso e accidentato cammino dell’Olbia che ieri – anche per salutare degnamente la fine di un incubo – ha steso in rimonta il Flaminia al termine di una gara strepitosa (secondo tempo da incorniciare) quanto a carattere e capacità di reazione. Nella chiacchierata che segue, Pistilli dato l’impressione di essere una persona schietta, un uomo del fare. Nel tempo è diventato una specie di imperatore del cibo, soprattutto da asporto. Dolci a go go, naturalmente, ma forni, panetterie, bar, pizze e pizzette, tutto l’occorrente, per apericene. Da capo operativo di un’impalcatura imprenditoriale nel campo del food, gestisce le sue attività in prima persona.
Ma è vero che lei si alza ogni mattina alle 4?
“No, alle 3”.
Anche oggi?
“Certo, devo anche inaugurare un nuovo punto vendita. Mi spiego, però: io lavoro, ma sovrintendo a tutta l’attività, mi sposto da una città all’altra. Cioè lavoro e dirigo”.
Tutto da solo?
“No, con i miei tre figli maschi. La mia bimba di 13 anni non lavora (ancora) (e ride).”.
Dove opera e quanti punti vendita gestisce?
“Dodici in tutto. Il mio core business è a Latina, città dove risiedo, ma siamo per esempio siamo presenti a Terni, Fondi, Terracina oltre che a Roma, in due zone della Capitale”.
Come le è venuto in mente di prendere l’Olbia?
“Volevo e voglio investire nel mondo del calcio. Ci avevo già provato con la Fermana, ma poi, al momento di chiudere la trattativa, chi doveva cedere ha improvvisamente cambiato idea.
E quindi?
“Semplice: ho inviato una pec all’Olbia calcio, e mi sono state comunicate le modalità per procedere. E in una ventina di giorni, dopo una serie di contatti con legali e Giovanni Degortes in quanto referente delle manifestazioni d’interesse, abbiamo trovato un accordo”.
Qual è il suo primo impegno?
“Quello di pagare tutti i dipendenti, calciatori compresi ovviamente. Ritengo che questo sia l’elemento più importante. Se potessi farlo, lo farei oggi stesso ma prima devo verificare l’operatività dei conti correnti: mica posso… riempire un sacco come quelli della spazzatura con i contanti (sorride). Se sarà possibile sbloccare quello in essere con il Monte dei Paschi, procederemo. Altrimenti faccio tutto io, da Latina. In ogni caso, intendo chiarire subito che voglio conoscere nel dettaglio il numero e le mansioni di chi lavora per l’Olbia. Cioè chi fa cosa. A occhio, mi sembra che l’organico sia sovradimensionato”.
Già, poi ci sono i fornitori.
“Appunto. A parte l’esposizione maggiore con una società campana, e un albergatore che vanta un credito importante, c’è da valutare caso per caso e trovare rapidamente una soluzione”.
Farà lei il presidente?
“Non lo so ancora. Ci devo ancora riflettere. È sicuro però che inserirò nella società una persona che gode della mia assoluta fiducia”.
Degortes avrà un ruolo?
“Sicuramente, un ruolo di peso”.
Ha intenzione di estendere il suo business anche in Sardegna, visto che ha messo un piede nella zona più dinamica e celebrata dell’isola?
“Non lo escludo. Del resto, tempo fa stavo per concludere una trattativa per aprire un’attività a Siniscola, con un socio locale. Alla fine non se n’è fatto nulla e quindi, potrei vedere un po’ di guardarmi intorno”.
In attesa che arrivi a Olbia per presentarsi e per la conferenza stampa, vuole inviare un messaggio alla città e ai sostenitori dell’Olbia?
“Il mio obiettivo è quello di investire in un progetto serio che comprende la creazione di un centro sportivo nel quale la squadra e si possa allenare, la creazione di una scuola calcio in funzione del potenziamento del settore giovanile. Quello che posso promettere è che il mio impegno sarà totale. Intanto, Forza Olbia“.

