La funzione della stampa in un paese democratico è quella di esercitare il controllo, affinché siano rispettate le regole che, appunto in un paese democratico, sussistono a prescindere da chi abbia vinto le elezioni e abbia di conseguenza responsabilità di governo. L’ Italia è al 49esimo posto nel mondo per libertà di stampa, è ultima in Europa e in tutto il mondo occidentale. Rispetto al 2024 ha perso due posizioni, e altre sei le aveva perse nell’ anno precedente. Questa notizia che passa quasi inosservata, e si può facilmente capirne il motivo, è in realtà sconvolgente, perché ci dà la misura di quanto siano lacunose, manipolate e spesso addirittura totalmente false le notizie che ogni giorno ci vengono propinate da giornali, radio e televisioni. I primi a manipolare, aggiustare, nascondere o al contrario mettere in evidenza le notizie sono i partiti al governo, che usano la grande influenza e il potere di cui dispongono per far si che le notizie diffuse siano sempre controllate e non mettano mai in cattiva luce il governo stesso. Ma per fare questo non devono neppure impegnarsi molto, ormai i giornalisti sono talmente ammaestrati, fatte salve alcune rare mosche bianche, che non serve quasi più nessuna censura, i servi dell’informazione sono ormai bravissimi a censurarsi da soli. Forse alcuni di questi prudenti giornalisti ricordano o hanno sentito parlare del famoso diktat bulgaro, del 2002, con il quale l’ allora presidente del consiglio invitava la dirigenza Rai ad assumere provvedimenti nei confronti dei giornalisti Biagi, Santoro e Luttazzi, allora critici nei confronti del governo. In effetti pochissimo tempo dopo i tre furono frettolosamente accompagnati all’ uscita. Quindi se l’Italia volesse dotarsi di un’ informazione indipendente, dovrebbe innanzitutto affrancare le televisioni pubbliche dalle grinfie della politica. Resta il problema delle proprietà dei giornali, la maggior parte dei quotidiani italiani sono ormai di proprietà di grandi gruppi industriali e finanziari che hanno tutto l’ interesse a non creare screzi con il governo, complici anche, ma non solo, i finanziamenti pubblici ai giornali, che nessuno vuole correre il rischio di perdere, ragion per cui le redazioni sono ammaestrate talmente bene che non c’è proprio il rischio che il governo riceva una critica. La stampa libera e indipendente, fondamentale per la salute della democrazia, perché esercita il controllo sull’operato di chi ci governa, è ormai utopia. Questa stampa al contrario, non solo non esercita quella che sarebbe la sua naturale funzione, si impegna invece a giustificare le peggiori decisioni dell’esecutivo, e a coprire quelle che non sarebbero in alcun modo giustificabili. Naturalmente, e per fortuna, ci sono delle delle eccezioni a questa pessima situazione, ma non sono assolutamente sufficienti a garantire l’equilibrio necessario. Per fare un singolo esempio di come funziona oggi l’informazione basta ricordare l’episodio in cui è stato segnalato il grave attacco con droni russi in Polonia la notte tra il 9 e il 10 settembre, tutta la stampa italiana ed europea si è gettata a capofitto sulla notizia condannando il gravissimo gesto russo. Pochissimi giorni dopo però è venuto fuori che si trattava di un razzo americano sparato da un aereo polacco, quindi un autogol, ma le smentite sono state piuttosto blande. Quindi affermare che viviamo in un paese democratico e trasparente è un’affermazione velleitaria, mi pare più veritiero dire che abbiamo adottato una forma di controllo talmente efficace che, a furia di manipolare la verità, siamo riusciti a creare un pensiero unico che senza apparente imposizione riesce a plasmare le coscienze ormai intorpidite.