Giorni fa, su questa testata, Giovanni Meloni ha espresso un giudizio azzardato. Secondo lui la nostra stampa non sarebbe del tutto libera. Io, che non sono d’accordo, ho voluto comunque fare qualche verifica e ho scoperto questo: La Repubblica e La Stampa sono controllati da GEDI Gruppo Editoriale. Il gruppo appartiene ad una holding di cui è proprietaria la famiglia Agnelli-Elkann insieme a Fondi di Investimento americani ed inglesi. Libero e Il Tempo sono controllati dalla famiglia Angelucci, proprietaria del famoso San Raffaele di Milano (quello dove si curava Berlusconi) e della Tosinvest, che si occupa soprattutto di affari immobiliari Il Messaggero e Il Mattino, cioè i due principali giornali di Roma e Napoli, sono controllati da Caltagirone Editore. Questo gruppo appartiene in parte alla famiglia Caltagirone (con interessi nel settore immobiliario e nella finanza) e in parte ad Amber e altri gruppi finanziari.
Il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport appartengono a RCS MediaGroup . Questa holding appartiene in parte a Urbano Cairo, quello della 7, e in parte a Della Valle, Unipol, e Mediobanca. Il Sole 24 Ore appartiene a Confindustria e in misura minore ad alcune società finanziarie
In sostanza tutti i principali quotidiani italiani, ma anche quelli locali, sono di proprietà di persone e gruppi finanziari che hanno interessi prevalenti al di fuori dell’editoria e, presumibilmente, utilizzano in maniera prevalente gli organi di informazione per favorire i propri interessi economici e solo secondariamente per informare il pubblico.
Proprio per questo, a differenza delle reti televisive, che sono prevalentemente controllate dal centrodestra, la carta stampata elargisce il proprio favore equamente fra centrodestra e centrosinistra.
In sostanza i “padroni” della carta stampata sono essenzialmente gruppi economici e finanziari e per questo non possono prescindere dalle decisioni e dagli orientamenti dei grandi decisori internazionali, come la UE, gli USA, e i grandi centri della finanza mondiale.
Di lì una certa omogeneità di giudizi su ciò che avviene nel resto del mondo: L’Occidente, anche se talvolta fa qualche errore, è il migliore dei mondi possibili, Netaniahu è cattivello, ma Israele è buono, perché è l’unica democrazia del Medio Oriente; la Russia è cattivissima, ma la Nato è buona perché difende la libertà, Trump è molto maleducato, ma gli USA sono la guida del mondo libero, i cinesi sono tecnologicamente avanzati, ma sono da guardare con diffidenza, perché sono una dittatura, e non si sa dove vogliono andare a parare.
Questa è la narrazione prevalente; se si vuole ascoltare un’altra campana bisogna attendere qualche comparsata in qualche talk show televisivo di alcuni personaggi del tutto estranei al mondo dell’informazione, come studiosi, storici, esperti di studi geo-politici o ex giornalisti.
Insomma, adesso che ci penso, non sarà che ha ragione Meloni?
Sei qui:
“I giornali appartengono a gruppi finanziari con interessi esterni all’editoria. Le tv sono di centrodestra”
Un’altra opinione, dopo quella del nostro collaboratore Giovanni Meloni, sulla libertà di stampa nel nostro Paese
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