Fin da giovane ero affascinato dall’idea di un’Europa unita, forte e rispettata, una grande potenza indipendente dalle altre grandi potenze, con in più libertà democratiche e difesa a oltranza dei diritti umani.
Pensavo che, essendo noi italiani un po’ birbanti, il nuovo stato federale ci avrebbe in qualche modo obbligato a rispettare gli standard europei in materia di lotta alla corruzione, all’evasione fiscale, ai legami tra politica e malavita organizzata, al dissesto del territorio. Poi mano a mano che gli anni passavano, vedevo che Bruxelles al massimo ci muoveva delle osservazioni blande, che nulla cambiavano, mentre era sollecita e categorica nell’imporre il cosiddetto pareggio di bilancio, che, tanto per intenderci, significava spremere sempre più i ceti meno abbienti…
Ma il primo vero colpo alle mie iniziali aspettative venne col passaggio all’ euro, quando da un giorno all’altro mi ritrovai con lo stipendio dimezzato; se prima guadagnavo 2 milioni di lire, salario del tutto dignitoso, il giorno dopo mi ritrovai con uno striminzito stipendio di poco più di 1.000 euro. Oibò, pensai, forse ci sarà qualche aggiustamento, ci verranno aumentati i salari, tutto si aggiusterà, ma anche questa speranza andò presto delusa. Anzi, tra il 2009 e 2010 mi fece molta impressione l’intervento dell’Europa a favore della Grecia, che significò la miseria per molta parte del popolo di questa nazione a noi così vicina. Speriamo, mi dissi, che non le venga in mente all’ UE di “aiutare” anche noi. Oltretutto avevo sempre pensato all’Europa come a un continente di pace, dove i governi, memori degli insensati massacri delle due guerre mondiali, sarebbe stata un baluardo contro qualunque avventura, e invece nel 2011 l’Europa avallò la distruzione della Libia, causandoci un sacco di problemi. E sempre di più negli anni successivi l’Europa si trasformò in una semplice appendice della Nato, al rimorchio di tutte le guerre americane.
Ma la maggiore delusione l’ho avuta quando si è saputo che l’Unione Europea era da sempre legata a doppio filo a Israele, che, in barba alle mille risoluzioni delle Nazioni Unite, continuava da anni a massacrare e tiranneggiare la popolazione palestinese, fino alla carneficina di questi ultimi 2 anni, durante la quale sono rimasti in piedi tutti gli accordi commerciali, tecnologici e militari tra UE e questo paese.
Dulcis in fundo, dopo aver speso centinaia di miliardi per alimentare la guerra in Ucraina, abbiamo deciso di rinunciare al gas russo per rivolgerci a fonti energetiche che costano almeno il triplo, rinuncia che, sommata alle cosiddette sanzioni verso il nemico, ha messo in ginocchio l’economia europea, con inevitabili conseguenze sulle tasche di noi cittadini comuni. Non contenta di ciò, senza consultare nessuno, Bruxelles ha deciso di indebitare noi, i nostri figli e nipoti per spendere centinaia di miliardi in armi solo per arricchire l’industria militare, adducendo fantomatiche quanto improbabili invasioni da parte dei cosacchi del Don. Adesso sono vecchio, mi accorgo di aver nutrito un sogno troppo ambizioso, indotto in gran parte da un sistema informativo, da tempo al servizio delle oligarchie finanziarie, che ha profittato della nostra ingenuità e della nostra fiducia in un futuro migliore.