Con il batticuore, l’Olbia domani affronterà il Monastir, un avversario che ha 14 punti in classifica, tre meno dei bianchi. Partiamo dagli assenti forzati. Favarin non potrà contare più su Staffa e Modesti, che hanno rescisso il contratto con il club. Il primo aveva già fatto intendere di voler mollare alcuni giorni fa, e si pensava che l’eventuale decisione dell’addio potesse essere eventualmente rinviata a domani dopo la gara di domani, e invece il promettente calciatore romano non ha voluto attendere oltre: evidentemente ha il posto pronto da qualche altra parte. Il discorso su Modesti è un po’ differente: oltre ad aver perso le speranze sullo sblocco della situazione societaria nel breve periodo, c’è da aggiungere che tra lui e il tecnico pare si sia creata una frattura insanabile sulla quale non è neanche il caso di soffermarsi. Anche Ascioti vuol rescindere, ma in questo caso esistono anche motivi familiari.

Quanto al resto c’è davvero poco da aggiungere: oggi i calciatori si sono allenati a Golfo Aranci per l’indisponibilità del Nespoli per alcuni lavori di manutenzione. E domani andranno in campo per onorare un’altra volta la maglia, con la speranziella che qualche segnale possa arrivare anche poco prima delle 14,30, orario del match. Quindi, onore al merito dei calciatori che – pur vivendo una situazione surreale – stanno cercando fino alla fine di resistere. A loro – a partire dai pezzi più pregiati come il capitano Daniele Ragatzu e Roberto Biancu, che continuano a essere corteggiati da procuratori e anche da patron di società di serie D – va un plauso incondizionato. Certo è che però questa profonda e prolungata incertezza sulla possibilità che qualcuno acquisisca la proprietà del club è giunta ormai a un punto di non ritorno. Da quel che se ne sa, solo Murat Yilmaz e il suo luogotenente Lucas Cominelli potrebbero sbloccare la situazione se venisse accettata una proposta di un gruppo lombardo disposto a gestire l’Olbia fino alla fine del torneo e a pagare (ratealmente) l’uomo d’affari turco per una cifra concordata. Se tutto crollasse, invece, sarebbe la fine e la pattuglia dei gufi e di chi ha sognato la notte di vedere naufragata ogni possibilità di sopravvivenza sarebbe pronta a far festa. Alla faccia dell’amore (solo dichiarato) per una maglia, per i suoi 120 anni di storia, e per una città che non merita tanta malvagità.