Un vecchio maestro di giornalismo (il migliore che ho avuto) amava ripetere che la cronaca comanda sempre. Mettere in fila i fatti prima delle opinioni, è cosa buona e giusta. E lo è ancora di più quando, in un determinato contesto, fiorisce un dibattito stucchevole, sterile, fondato più sui pregiudizi e non dalla buonafede. E dunque, diamo retta al nostro maestro che purtroppo non c’è più, dopo esserci posti alcune domande. Chi è Romi Fuke, al di là di quanto scritto ieri sulle sue società e sulla sua attività di profeta della moneta complementare? Qual è il suo legame con Olbia e con l’Olbia? Chi gli ha fornito l’ispirazione per occuparsi di un club, tribolato da mille ferite e a pochi centimetri da un burrone, con un’operazione rilevante sotto il profilo finanziario?
Prima notizia. I bonifici sono arrivati a destinazione. I primi quindici sono stati fatti sabato, gli altri oggi, anche se siamo di domenica. Sono stati pagati i calciatori e gli altri dipendenti. A occhio e croce, Fuke ha tirato fuori una cifra vicina ai 50mila euro. Ieri ha anche parlato al telefono con il capitano e l’allenatore dell’Olbia. Chi è scettico (qualcuno fa pure nomi e cognomi) potrà ancora esserlo, se vuole. Ma se il closing con il turco (assistito da uno studio legale altamente qualificato) non dovesse malauguratamente concretizzarsi, è innegabile che questo esborso rappresenterebbe una conferma palese del suo forte interesse a rilevare l’Olbia e a rilanciarla con un programma di breve e medio periodo che verrà illustrato dallo stesso imprenditore lombardo e dal suo staff.

Seconda notizia. Romi Fuke è… olbiese d’adozione. Trascorre una buona parte dei mesi estivi, nella sua proprietà di Marina Maria, a sud della città gallurese. A farlo avvicinare (e appassionare) alla causa dell’Olbia, è stato Giovanni Degortes, il consulente del club che a suo tempo ha fondato un Comitato (sciolto forse un po’ troppo frettolosamente dopo il derby col Budoni) per supportare il club che non aveva più neanche le lacrime per piangere. “Ci conosciamo da vent’anni – fa sapere Degortes – e quando mi è venuta l’idea del Comitato, ne ho parlato anche con lui e ci ha dato una mano”. L’ex presidente del Comitato è stato ampiamente celebrato sui social nella giornata di ieri per aver resistito agli assalti e tenuto duro fino alla fine. Degortes è stato supportato da un team di collaboratori tra i quali spiccano l’esuberante Checco Milia (genero del mitico presidente-capitano dei bianchi Bruno Selleri) e il più riflessivo Emiliano Giagnoni, figlio di Piero, indimenticabile come uomo e come calciatore dell’Olbia. “Sono molto soddisfatto del nostro lavoro che ha portato a un risultato concreto: i bonifici. I calciatori aspettavano risposte concrete e ora le hanno avute in prima istanza- ha dichiarato Giovanni Degortes -. È un importante punto di partenza, anche se devo aggiungere che il cammino che ci attende non sarà una passeggiata, ma sono certo che ce la faremo a tenere alto il nome di una società che ha 120 anni di storia e di una città che è un punto di riferimento non solo in Sardegna“.
Terza notizia. Romi Fuke è uomo di sport e la scorsa estate (come dimostra la foto a corredo di questo articolo) ha fatto visita alla squadra (forse per le… prove generali) facendosi immortalare con Ragatzu, Biancu e Buschiazzo, tre pezzi pregiati. Di più. Scavando un altro po’, abbiamo infine scoperto che Fuke è un dirigente di primo piano dell’Universal Solaro, una squadra che milita nel campionato di Promozione della Lombardia (girone C) e punta molto sul settore giovanile.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.