Eroici. Semplicemente eroici. Quindici ragazzi in maglia bianca (finalmente bianca), guidati da un gentiluomo esperto e concreto, meritano un applauso grande così per aver fermato all’ultimo respiro la corazzata che fino a oggi aveva sempre vinto in trasferta. Un’impresa, quella dell’Olbia, o di quel che resta dell’Olbia, che ha risposto così, con l’orgoglio e la voglia di non mollare, al periodo più buio e tribolato della sua lunga storia, alla vigilia di quella che potrebbe essere la svolta, verso un cammino meno accidentato. Il gol di Matteo Perrone (classe 2007, non trascuriamo questo particolare) vale oro, non solo e non tanto per la classifica, ma per quel che rappresenta in questo momento. Quindici nomi nella lista consegnata all’arbitro: all’ultimo istante è mancato all’appello Deiana Testoni, per colpa di una maledetta infezione intestinale. Ragatzu, poi, ha seriamente rischiato di non essere presente per via di una colica renale che lo ha colpito un paio di giorni fa. Una situazione di gravissima emergenza, insomma, proprio nel giorno dello scontro – proibitivo, sulla carta, ma nel calcio non si sa mai – contro una corazzata che farebbe un’ottima figura in C, formata da elementi esperti e di valore, con contratti da paura. Il primo stop esterno ha talmente segnato i salernitani che, alla fine, si sono udite delle urla sovrumane provenienti dallo spogliatoio, con accuse esplicite che non hanno risparmiato lo stesso tecnico (chissà perché ha sostituito l’ottimo Dambros?).

Forse non è esagerato affermare che per questa serie di motivi si è trattato della prestazione casalinga più convincente e preziosa della stagione. Dopo un primo tempo senza gol (incrocio dei pali di Volpicelli al 44′), la Scafatese ha sbloccato al 53′ con con Suhs, svelto nel colpire in mischia, su azione di calcio d’angolo, con la difesa dell’Olbia non proprio concentrata al 100%. Schierati con una coppia d’attacco formata da Furtado e Ragatzu, la squadra bianca si è avvalsa dell’apporto di un centrocampo equilibrato con Saggia in evidenza e all’esterno Islam pronto agli inserimenti, e una difesa attenta guidata dal rientrante Buschiazzo: bene anche Petrone, Mameli, Moretti e Chiabrera oltre a un ottimo Viscovo, molto bene anche Marrazzo (2007) e Cassitta (2008), schierati nei minuti finali. Insomma, senza voler passare per sciovinisti, tutti hanno svolto con dedizione il compito loro assegnato dal tecnico, consapevole, dall’alto della sua esperienza, che anche per la legge dei grandi numeri la serie di successi esterni si sarebbe potuta interrompere se i ragazzi avessero messo in campo le doti che spesso sopperiscono alla differenza dei valori tecnici, come la determinazione e la tenacia. E il gol di Matteo Perrone al 93′ (un “piattone” su calcio piazzato battuto da Ragatzu) ha rappresentato proprio il paradigma perfetto di quanto detto poc’anzi.

A fine gara, Giancarlo Favarin si è detto “orgoglioso dei 18 punti conquistati fino a oggi in una situazione non proprio facile, e della partita di oggi giocata contro una grande squadra”. Il tecnico si è mostrato “molto fiducioso per il possibile sbocco positivo della gestione del club e dell’imprenditore che ha già dato un segnale con il pagamento di qualche giorno fa”. Sul capitolo rinforzi, Favarin ha confermato di avere già trattato l’argomento e dunque il messaggio è arrivato puntualmente alle orecchie di Romi Fuke (atteso a Olbia per martedì e mercoledì), il quale, prima del match ha scritto (in rima) sulla sua pagina Facebook: “Nonostante l’imbattibilità della Scafatese, noi abbiamo un’arma in più… l’Orgoglio Olbiese“. E nel dopo partita, sempre sui social, ha commentato: “Pareggio con la capolista, in situazione emergenziale… che dire… questo grande gruppo merita. Forza Olbia”. I commenti li lasciamo ad altri.