Mentre il blitz olbiese di Roberto Felleca, che incarna la figura di salvatore della patria, avendone già indossato i panni, si è concluso, l’Olbia è partita per Roma e si prepara ad affrontare la Lodigiani. Prima di presentare il match, però, vale la pena di rimarcare però che il poliedrico imprenditore di Selargius (strutture sanitarie, pompe di benzina, servizi per la ristorazione e altro) ha concluso in bellezza la sua “toccata e fuga” a Olbia con l’incontro con il sindaco Settimo Nizzi che di fatto ha “benedetto” il recente passaggio di proprietà. Accompagnato da alcuni soci, e dal direttore tecnico Ninni Corda, Felleca avrebbe esposto (usiamo il condizionale in mancanza di comunicati ufficiali, anche da parte dell’amministrazione comunale) al primo cittadino i suoi intendimenti e i suoi programmi sulla “salvezza” dell’Olbia e probabilmente, essendosi trattato di un colloquio cordiale, si sarebbe anche soffermato sulle sue attività imprenditoriali che superano i confini dello sport. Va aggiunto che per arrivare a questo incontro ravvicinato si è molto (ma proprio tanto) adoperato l’assessore Marco Balata, il quale non ha mai nascosto di vedere di buon occhio la soluzione che vede alla guida della società proprio coloro che fanno parte dell’attuale… cordata.

Roberto Felleca e Ninni Corda, una coppia affiatata

Tornando all’impegno calcistico, la Lodigiani è un avversario tosto e piuttosto in forma viste le tre vittorie ottenute in questo inizio del 2026, e l’ottava posizione in classifica (28 punti, 7 più dei bianchi), frutto di sette successi, altrettanti pareggi e sei sconfitte, con 28 gol realizzati e 25 subìti. All’andata finì 2-1 per l’Olbia (gol di Furtado e Biancu, in rimonta), ma da quel giorni di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta. Oggi i bianchi occupano il quartultimo posto in graduatoria e non vincono dal 26 ottobre dell’anno passato, quando piegarono il Budoni in trasferta. Da quel giorno, sono arrivati solo pareggi (6), l’ultimo dei quali ottenuto domenica contro la Palmese, all’esordio in panca di Daniele Livieri. L’Olbia si presenta alla sfida con la consapevolezza che la gara nasconde non poche insidie, ma allo stesso tempo con l’animo di chi intende reagire sul campo con rabbia e orgoglio al momento non facile degli ultimi mesi. In mancanza della lista dei convocati, si sa solo che l’allenatore dovrà rinunciare a Mameli (squalificato) ma potrà contare su una scelta più ampia rispetto al passato recente, quando sulla panca sedevano Fabrizio Carafa e Giancarlo Favarin. Nella concreta speranza che a giorni ritorni a Olbia Lele Lobrano, alcuni giocatori come Islam e Petrone sono rientrati, al pari di Buschiazzo già impiegato per pochi minuti domenica scorsa, così come della comitiva dovrebbe far parte anche Santi, che ha già indossato la maglia bianca, e il giovane difensore esterno Di Lazzaro. Per un tecnico che deve decidere l’undici da schierare, disporre di un ventaglio di soluzioni dunque è la condizione ideale. Ma, a prescindere dalla formazione (e dai cambi, che contano sempre parecchio quando si ha a disposizione un numero sufficiente e ben assortito di calciatori), conterà lo spirito con cui questo impegno verrà affrontato, a pochi giorni dal redde rationem. Entro fine mese infatti, bisognerà inviare in Lega le liberatorie dei calciatori; in mancanza della certificazione che tutte le spettanze al 31 dicembre 2025 sono state pagate, scatterebbe la penalizzazione di un punto per ogni mese scoperto, con le conseguenze che si possono immaginare. In proposito, a giorni si attendono i… bonifici che dovrebbero essere fatti da quello che ormai sogna ogni notte, e non da oggi, di diventare il presidente del club. E cioè Gian Renzo Bazzu, atteso come il messia.