La crescita della nautica e del sistema portuale di Olbia rende la cybersecurity un tema sempre più strategico per l’economia del Nord Sardegna. A partire dal distretto nautico olbiese, uno dei più dinamici del Mediterraneo, Evolink avvia un percorso di rafforzamento della sicurezza digitale a tutela di un comparto che, insieme al turismo, rappresenta il principale motore economico del territorio. Il Porto Isola Bianca, che punta ai 7 milioni di passeggeri entro il 2030, si conferma hub centrale del traffico marittimo mediterraneo, integrato con il porto industriale Cocciani e con Golfo Aranci, sempre più proiettata sul mercato delle crociere. In questo scenario, la protezione delle infrastrutture digitali diventa essenziale per garantire sicurezza, continuità operativa e attrattività per investitori e operatori.

«La trasformazione digitale coinvolge ormai ogni settore economico, e la nautica non fa eccezione – spiega Vittorio Laini, amministratore delegato di Evolink –. L’interconnessione tra sistemi di bordo, logistica portuale e servizi digitali è oggi fondamentale per l’efficienza e la sicurezza. L’adeguamento alla direttiva NIS2 e ai nuovi standard di cybersecurity non è solo un obbligo normativo, ma un’opportunità concreta per aumentare la resilienza dell’intero comparto». La svolta normativa arriva con la circolare 177/2025 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che integra la cybersecurity nei sistemi di gestione della sicurezza di navi e porti, con piena operatività dal 1° novembre 2026. Olbia emerge come snodo chiave per numero di aziende coinvolte e per l’impatto del traffico di yacht durante la stagione estiva.
Tra le realtà più esposte c’è Nautica Assistance, leader nei servizi ai superyacht, che gestisce quotidianamente grandi quantità di dati sensibili. «Siamo un obiettivo naturale per gli attacchi informatici – sottolinea il general manager Alberto Cadeddu –. Per questo adottiamo sistemi avanzati di backup, protocolli di sicurezza e test di penetrazione, perché oggi anche i comandi di uno yacht possono essere intercettati da remoto». La sicurezza digitale è centrale anche per i grandi gruppi attivi nella gestione di marine e infrastrutture portuali, come Molinas Group, che ha investito in procedure strutturate di risk assessment, formazione, disaster recovery e business continuity. «La cybersecurity è un asset strategico per il futuro del comparto marittimo – conclude Laini –. Novembre 2026 non deve essere visto come una scadenza da subire, ma come un passaggio di maturità collettiva. Il vero successo sarà trasformare la sicurezza digitale in un fattore di competitività e crescita sostenibile per tutto il sistema nautico della Gallura».


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