La sinistra. Già, ma la sinistra si sta preparando alle elezioni comunali di Olbia? Che sembrano tanto lontane, e invece sono dietro l’angolo. All’interrogativo – se uno lo pone – non risponde nessuno. Mille, le ragioni. I compagni (!) tacciono per imbarazzo. Perché non è igienico (si pensa) dire la verità, in questo momento, soprattutto a un giornalista. Spesso si mente a sé stessi, figuriamoci se uno spiffera ai quattro venti il suo pensiero, le sue ambizioni, le sue strategie. C’è poi chi imbocca la strada del silenzio perché ha qualche asso nella manica, e per pura scaramanzia non rivelerebbe neanche sotto tortura i suoi piani. In ogni caso, questo sbrindellato centrosinistra di Olbia (intanto bisognerà stabilire chi ne fa parte, oltre ai Dem) coltiva – molto più di quanto non sembri – la speranza che la guida del palazzo sia “contendibile” (aggettivo utilizzato più volte, anche su questo spazio, dal segretario cittadino Pietro Spano, che probabilmente si ricandiderà). Pare assodato e pacifico (!) il fatto che il suo inquilino più importante nell’ultimo ventennio non possa ripresentarsi (non è difficile prevedere che nel 2027 comunque si candiderà come consigliere), e questo è un elemento imprescindibile nelle analisi di questi tempi. Forte del fatto che, per raccogliere il suo testimone guerreggino in tanti, con feroci divisioni sul piano personale più che su quello politico, il centrosinistra coglie anche qualche malumore che serpeggia in città attorno a quello che era il fortino inespugnabile del centrodestra e alla sua stessa guida. Questi, i calcoli di uno schieramento che comunque si deve ancora formare, cercando di trovare la quadra e soprattutto puntando ad abbattere steccati ancora poderosi.

Rino Piccinnu

Fuor di metafora, c’è da capire per esempio se la partita delle nomination riguarda solo alcuni esponenti di spicco del Pd – due nomi su tutti:Gianluca Corda e Ivana Russu – oppure se c’è chi lavora ad altre soluzioni che potrebbero spuntare a sorpresa. O quasi. Tra i vari “se“, “forse“, “vedremo“, un fatto è sicuro e riguarda la Russu, che – va ricordato anche se aOlbia in molti fingono di non saperlo – è anche la vicesegretaria regionale del Pd, oltre che la prima dei non eletti al consiglio regionale. Ivana Russu non avrebbe alcuna intenzione di ripresentarsi all’elettorato come candidata consigliera, dopo una permanenza di quindici anni (compresa la sua esperienza di assessora).

Pietro Spano, segretario cittadino del Pd

Tra i rumors degli ultimi giorni, infine, circola un’altra ipotesi su Rino Piccinnu, democristiano dalla testa ai piedi, e orgoglioso di esserlo. L’ex amministratore straordinario della Provincia, alla fine di luglio dell’anno scorso ha anche lasciato il suo scranno di consigliere comunale dopo diciott’anni di presenza (ha fatto anche l’assessore nella giunta guidata da Gianni Giovannelli), e nessuno crede che il suo futuro sia quello di frequentare i giardini pubblici o di seguire i lavori nei cantieri della sua città. Piccinnu ha già partecipato alle primarie nel 2016, ma non gli è andata bene. Chi lo conosce, giura su una sua convinzione granitica: se il competitor di Settimo Nizzi nelle due ultime due elezioni (i candidati sconfitti per 400 e 1000 voti erano Carlo Careddu e Augusto Navone) fosse stato lui, l’esito finale sarebbe stato differente. Ebbene, Piccinnu crede al celebre detto: “Ritenta, sarai più fortunato”. Così va, la vita dello sdrucito centrosinistra olbiese. Ci sia consentita infine un’unica osservazione: nessuno pensi che i “senatori” dello schieramento Nardino Degortes e Gian Piero Scanu se ne staranno con le mani in mano.