Una magia di Ragatzu, la dimostrazione di saper soffrire, un portiere (il terzo) con i fiocchi, una (felice) intuizione tecnica di Livieri e Isoni (parole di Ninni Corda) per sopperire alle tante assenze, l’applicazione della legge dei grandi numeri. Un sagace e inedito mix per sintetizzare la vittoria dell’Olbia, dopo un interminabile digiuno di quasi quattro mesi e mezzo. Per la serie “i paradossi del calcio”, a farne le spese è stato quel Budoni, già sconfitto all’andata nel giorno (26 ottobre) dell’ultimo successo dei bianchi. Fa festa l’Olbia, fa festa Mario Isoni (in panchina al posto dello squalificato Livieri, felice come una pasqua a fine gara “per una vittoria che vale doppio e premia il nostro lavoro”). Fa festa Ninni Corda che parla di “successo ottenuto con la fame“. Insomma, è tornato il sorriso dopo tanto penare, quando al termine di questa tribolata stagione mancano otto giornate, con 24 punti a disposizione.
RAGATZU: GOL NUMERO 9. La partita si è sbloccata subito. È il 6′ quando Daniele Ragatzu ha regalato ai circa 800 spettatori un eurogol, tutto da incornicare: sugli sviluppi di un calcio piazzato, la difesa del Budoni ha respinto e il capitano ha colpito al volo, di sinistro (!) con Tirelli che forse poteva fare meglio, senza nulla togliere all’eccellente gesto tecnico del leader della squadra bianca, giunto alla rete numero 9 che sul finire ha ha dovuto lasciare il terreno di gioco per una botta al piede. Gestire il minimo svantaggio con tutto il match da giocare non è mai semplice e non lo è stato neanche per l’Olbia che ha dovuto resistere (e lo ha fatto egregiamente) ai tentativi della squadra di Cerbone di pareggiare. E il pari sarebbe anche potuto arrivare se sulla strada dell’ottimo Pinna (56′) non ci fosse stato un Testagrossa (classe 2005) in vena di prodezze, come ha dimostrato anche in un’altra occasione sventando in angolo un velenosa palla gol.

PUTZU COME DESAILLY. Schierata con un 5-3-2, è apparsa azzeccata la decisione di impiegare Romolo Putzu in mezzo al campo (“come Desailly, ai tempi del Milan, che sapeva giocare da difensore ma anche da centrocampista”, ha osservato Corda): accanto a lui ecco Mameli (che poi s’infortunerà e lascerà il campo) e Tomaselli (un’altra sorpresa), preferito a Deiana Testoni, “che in settimana non aveva brillato” (ha spiegato il direttore, per dimostrare che “con noi gioca chi lo merita, e non chi ha un certo cognome”). Davanti, la coppiaRagatzu-Furtado, in difesa ecco Congiu centrale, con Moretti e Perrone, coadiuvati dagli esterni Cabrera e Petrone. Organico compatto e ben assortito considerando che mancavano i titolari Saggia e Biancu. Non è stato impiegato neanche in panchina il neo acquisto Omar Gaye (che dovrà sottoporsi ad alcune visite mediche), mentre dovrebbe firmare il difensore centrale rumeno Sorin Oproiescu (classe 1987, ex Torres e Lanusei) che è già a Olbia.
CORDA: UN MESSAGGIO ALL’AMBIENTE. Ripartire con rinnovato entusiasmo dopo una vittoria è certamente più agevole, ma il veterano Ninni Corda ha segnalato “che dobbiamo dare continuità, perché non abbiamo ancora fatto niente, ma intanto con questo successo abbiamo inviato un messaggio a tutto l’ambiente”. La classifica dice che l’Olbia è ancora terzultima, con un punto in più del Monterotondo che ha vinto in casa della Nocerina, e un ritardo di 9 lunghezze nei confronti della Palmese che è fuori dai play out. Un aspetto va sottolineato: l’Olbia ha schierato sei fuori quota, un ottimo segnale in proiezione futura.
L’AVVERSARIO (CERBONE RISCHIA?). Il Budoni non esce con le ossa rotte dal match. L’attenuante è che gli mancavano due pezzi da 90 come Ladu e Gomez. Ma fa riflettere il fatto che la vittoria manca dallo scorso mese di novembre e che nel 2026, i ragazzi di Cerbone hanno segnato solamente un gol. La sosta ora arriva nel momento giusto perché consente di recuperare gli infortunati e soprattutto di riordinare le idee. Nessuno conferma che la panchima di Cerbone potrebbe scricchiolare, ma la presenza di Mario Petrone al “Nespoli” armato di carta e penna (e di molta attenzione per la gara) ha alimentato qualche commento e tanta curiosità.


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