Capisco e approvo l’entusiasmo del Centro sinistra dopo la vittoria del referendum sulle modifiche costituzionali, e sono d’accordo sul fatto che la vittoria sia conseguenza della partecipazione di massa della fascia dei giovani tra i 18 e i 35 anni al referendum stesso. Ciò che però il cosiddetto Campo largo deve ora ricordare è che questa massa di giovani ha opinioni forti anche su altri argomenti cruciali della nostra politica, e se dovessimo commettere l’errore di ignorarlo, così come li abbiamo conquistati, potremmo perderli in un soffio.
Gli argomenti sono gli stessi che ultimamente abbiamo distrattamente scordato:
LA PACE. La quasi totalità dei giovani è per la pace, e per intenderci, non la pace di Trump, e in generale non la pace così come la intendono gli Usa, e che spesso pretendono di trascinarci in ogni conflitto atto ad esportare la democrazia, e nel contempo procurare più risorse energetiche a chi vuole per sé anche quelle che appartengono ad altri. Vogliono la pace invece, di chi non spende in armamenti più di quanto non possa permettersi, tralasciando, a causa di questa spesa, ciò che invece conta davvero: la sanità quella vera, quella che non ti tiene appeso alla cornetta del telefono, in attesa di una risposta del CUP, che spesso arriva dopo che sei morto, per fissarti un esame che probabilmente ti avrebbe salvato la vita.
L’ISTRUZIONE. Anche stavolta quella vera, quella che permette a tutti di frequentare l’università anche se tuo padre non è multimilionario. Pensate che ci riesce Cuba, uno dei Paesi più poveri del mondo, che sforna ogni anno molti più laureati di noi, in relazione agli abitantI, benché il corso di studi sia completamente a carico dello stato.
IL LAVORO. E continuando, il diritto al lavoro dignitoso e alla casa, anche a costo di dover trovare altre categorie di contribuenti diversi dai soliti dipendenti a stipendio fisso e pensionati.
Senza trascurare le nostre finora ambigue posizioni di politica internazionale, che hanno colpevolmente omesso la gravità degli attacchi e delle stragi degli israeliani ai danni della popolazione palestinese, dell’ arbitrario attacco Usa al Venezuela, dell’altrettanto arbitrario attacco all’Iran, e per ultimo l’ invasione del sud del Libano.
Per finire l’elenco, se davvero vogliamo fare qualcosa di fattivo sulla guerra in Ucraina, che dura ormai da quattro anni, sono ormai convinto che esista una sola via per interromperla, ed è la via diplomatica. Quindi suggerirei, anziché dover scegliere di inviare quattro carri armati in più o in meno, di intraprendere, insieme alla Spagna e a chiunque altro voglia partecipare, una forte azione diplomatica, perché il vincitore di questa guerra non sarà chi ammazza più nemici, ma chi farà di più e meglio per farla finire

Quindi, amici del Campo largo, dovreste per un poco, tralasciare le vostre piccole ambizioni personali e dei piccoli gruppi, e cercare di intercettare le legittime aspirazioni della parte più importante della nostra società, quella che rappresenta il nostro futuro, e operare in maniera sincera per riavvicinare alla politica questa parte così preziosa e sensibile del mondo giovanile, che avevamo colpevolmente allontanato.