Un caro amico, mio coetaneo, si tinge costantemente i capelli, fa palestra, e si veste in modo giovanile, nel vano tentativo di nascondere gli anni. È un po’ quello che fa la vecchia Europa, i cui leader si riuniscono e si fanno fotografare un giorno sì e uno no, per decidere le sorti del globo, pensando di essere ancora nell’800, quando veramente eravamo il centro del mondo.
Un giorno si incontrano come G7, un altro come UE, un altro ancora come NATO e ogni volta stilano la lista dei paesi buoni e di quelli cattivi, progettano sanzioni e interventi militari, organizzano una corsa alle armi forsennata, come se dovessimo combattere il mondo intero. Se la cantano e se la suonano da soli, col beneplacito di una stampa disciplinata e condiscendente .
Nel frattempo la maggioranza degli economisti prevede che fra 4 o anni, la terza economia mondiale sarà quella dell’India, un paese di 1.500 milioni di abitanti, quasi tutti giovani o giovanissimi, e non è detto che la prima sarà quella statunitense. E fra una ventina d’anni solo la Germania comparirà fra i primi 10 paesi più ricchi del mondo, e non certo ai primi posti.
Insomma siamo un piccolo pezzo del mondo, popolato prevalentemente da vecchi, che si vuole ancora illudere di contare qualcosa. Ma a rammentare la loro insignificanza e riportarli alla realtà, basta che il mastino americano lanci un minaccioso latrato e tutti, come cagnolini impauriti, corrono a scondinzolargli intorno (tipo Macron e Starmer) o a guaire spaventati (ogni riferimento alla nostra presidente del consiglio è puramente casuale).
Invece di pensare a quale guerra partecipare, se contro l’Iran o contro la Russia, o a quale lobbie favorire, i nostri leader, se avessero un briciolo di cervello in testa e non fossero solo al servizio delle oligarchie finanziarie e degli Stati Uniti, farebbero bene a pensare al benessere dei loro popoli e lasciare ad altri sogni di grandezza e di protagonismo.
Ahimè ragazzi le cose cambiano e bisogna prenderne atto.
Sei qui:
“Tra quattro anni l’India sarà la terza economia mondiale. Noi siamo solamente un piccolo pezzo del mondo”
I nostri leader, se avessero un briciolo di cervello in testa e non fossero solo al servizio delle oligarchie finanziarie e degli Stati Uniti, farebbero bene a pensare al benessere dei loro popoli e lasciare ad altri sogni di grandezza e di protagonismo

