Tredici anni. Tanti ce ne sono voluti per riaprire la strada per Monte Pino, dopo la tragedia del ciclone Cleopatra che, solo in quel tratto, ha causato la morte di tre persone: Sebastiana Brundu, Bruno Fiore, e Maria Loriga. Il taglio del nastro, alle 10,30 di oggi 7 agosto, come annunciato a suo tempo dall’assessore regionale Antonio Piu, che fin dal momento del suo insediamento, anche grazie al pressing continuo del consigliere regionale pentastellato Roberto Li Gioi, ha preso a cuore il completamento dell’opera, costata 9 milioni di euro. E lo stesso Piu, insieme con il sindaco di Olbia (che ha rappresentato tutti i colleghi della Gallura), ha messo in rilievo l’importanza di questo collegamento che per un lunghissimo periodo ha letteralmente diviso la Gallura. Grande merito va riconosciuto anche al comitato dei cittadini (oggi ha parlato per prima la presidente Giuseppina Pasella), che per tanti anni si è battuto per la riapertura dell’arteria. Presente anche Claudio Andrea Gemme, amministratore delegato di Anas, e i rappresentanti dell’impresa Vitali, che ha realizzato l’opera. Poi c’è stata la benedizione da parte di don Mauro Bucciero, parroco di Telti. La strada, dopo tredici anni di dolori, disagi, progetti, cantieri partiti e poi interrotti, adesso è aperta. I lavori hanno interessato un tratto di cinque chilometri, per una spesa totale di oltre 9 milioni di euro

I POLITICI. Inutile citare tutti i politici presenti. Ce n’erano molti, da tutta la Galluta, nonostante il clima equatoriale. Erano lì perché “dovevano” esserci: del resto la campagna elettorale da queste parti è perpetua. Qualcuno, anche di peso, era lì senza rendersi conto di essere escluso dai vantaggi (eventuali) di questo tipo di passerelle. Altri hanno solo sgomitato per essere fotografati e ripresi. Altri si sono fatti notare per il profluvio di sorrisi a destra e a a manca. Altri ancora, soprattutto nel versante di Olbia (assessori e consiglieri), si sono distinti nel non salutare chi ha avuto il solo torto di esprimere le proprie opinioni in modo sereno, libero, senza infingimenti né inchini all’autorità costituita o a chi invece racconta gli eventi senza disturbare il manovratore. Non contano i meriti, conta scalpitare e sgomitare per godere di una citazione o di un click.