“Il principale artefice di questo disastro è Alessandro Marino. Hanno sicuramente sbagliato anche altri, ma il maggior colpevole è proprio l’ex presidente che ha incassato dei bei soldini dalla cessione della società che ora rischia addirittura di sparire dal calcio, dopo 120 anni di gloriosa attività”. Esistono tanti modi per cominciare un articolo. Noi abbiamo scelto questa frase, pronunciata stamattina dal sindaco Settimo Nizzi durante la conferenza stampa sull’Olbia calcio. Forse non tutti la riporteranno, ma è bene invece metterla in evidenza, soprattutto perché le notizie vere scaturite dall’incontro con i cronisti sono arrivate DOPO aver dato la precedenza ai colleghi delle tv che avevano tanta fretta al punto che sono rimasti fino alla fine del confronto con la stampa, nella parte riservata alle domande e alle risposte del primo cittadino. Cerchiamo di riassumere.
NIZZI DIXIT. Esisteva un gruppo di persone – imprenditori, gente di calcio, amici – disposto a rilevare l’Olbia a due condizioni: 1) che fosse ammessa a disputare il campionato di Eccellenza; 2) che ci fossero garanzie che, una volta acquisita la proprietà del club, non spuntassero valanghe di creditori che chiedevano di essere pagati. Svanita questa possibilità, il primo cittadino si è convinto che l’unica strada da percorrere per evitare il crack totale, vale a dire la cancellazione dell’Olbia calcio, fosse quella di interloquire con l’Associazione “Forza Olbia” che proprio per stasera alle 18,30 ha convocato la propria assemblea costituente, con la raccolta di adesioni. Vedremo poi se il gruppo promotore arriverà con l’atto costitutivo pronto e lo statuto, e se è stato già individuata la governance dell’Associazione. In ogni caso un incontro è previsto per lunedì 17.
Quali sono le condizioni che lei pone?
“L’ho già annunciato alcuni giorni fa all’assemblea alla quale ho partecipato: se c’è da operare con persone serie, che mettono al primo posto l’interesse dell’Olbia in quanto espressione sportiva della nostra città, io sono pronto: pretenderò garanzie, concederò l’uso del campo di gioco, chiederò la fidejussione per i beni di proprietà comunale, trasparenza, desiderio di ripartire, con una programmazione triennale, con rinnovati programmi e nobili ambizioni. Lunedì ci sarà un incontro tra il primo cittadino e una rappresentanza della neonata Associazione. Il tempo stringe: c’è tempo fino al 21 agosto per iscrivere la squadra al campionato di Seconda Categoria, unico traguardo possibile per responsabilità dirette di chi ha guidato il club negli ultimi tempi. Mi sono accertato che nessun ricorso è stato presentato e non sono quante possibilità di accoglimento ci sono nel caso in cui lo si presentasse. Loro, chi ha guidato l’Olbia nel recente passato, hanno commesso molti errori e hanno mancato alla parola data, ma l’artefice di tutto questo disastro è l’ex presidente”
In molti hanno sostenuto, anche sui social, che anche l’amministrazione comunale è colpevole. In una città ricca come Olbia, che organizza grandi eventi musicali e vanta notevoli potenzialità economiche, non è concepibile che il Comune non sia intervenuto per evitare questo patatrac. Come si difende da questa accusa?
“Semplicemente dicendo a chi sostiene tutto ciò di andare affanculo, di andare a cagare (testuale, c’è anche la registrazione). Anni fa, forse qualcuno lo ricorderà, fu organizzato un incontro promosso dal Comune proprio per aiutare l’Olbia calcio. Ebbene, qualcuno andò alla Guardia di Finanza per denunciare chissà quali reati commessi da noi Quindi, non ricadrò nell’errore”.
Il Comune parteciperà con una quota alla costituzione di una nuova società?
“No. Non lo abbiamo fatto per altre compagini sociali che promuovono altre discipline, e non lo faremo per l’Olbia”.
Il Comune indicherà uno o più rappresentanti nel nuovo sodalizio?
“No. Non ci interessa tutto ciò, né il Comune cerca soldi. Le spese di gestione e di manutenzione delle strutture pubbliche debbono essere a carico di chi le utilizza. Su questo punto non transigo”.
È ipotizzabile una fusione tra Olbia e Tavolara?
Se n’è parlato, qualcuno lo ha ipotizzato. Ma il Tavolara gioca in Prima Categoria, l’Olbia in seconda”.
Settimo Nizzi non lo dice, ma sembra proprio questa la prospettiva non di breve periodo: i due club si fondono per formare una squadra forte, degna dei 120 anni di storia calpestati in modo ignobile.

