Il calcio è davvero strano. E spesso anche gli allenatori lo sono. È il caso del Budoni, guidato da Claudio Bonomi. Oggi la sua squadra, quella dell’apprezzatissimo patron Giovanni Sanna, ha perso in casa per 5-1. L’avversario si chiamava Monastir, club presieduto da quel Romi Fuke che avrebbe potuto (se non glielo avessero impedito in tutti i modi, ma non tutti si ricordano i nomi e cognomi di chi lo ha fortemente osteggiato) rilevare l’Olbia calcio, come aveva annunciato pubblicamente alla fine dell’anno scorso, prima (il 15 gennaio 2026) che la società fosse ceduta alla Prosoccer da parte della Swiss Pro. E tutti sappiamo com’e andata a finire: Olbia in Seconda Categoria, senza neanche un terreno di giooco in città.

Una scoppola terribile per i padroni di casa andati in gol con Ragatzu solo al 90′, sul risultato di 5-0 per i campidanesi (doppietta di Aloia, reti di Pinna, Loru e Corcione). Ebbene, nella formazione titolare del Budoni non c’era Romolo Putzu, e il suo nome non compariva neanche nell’elenco consegnato all’arbitro. Non pochi si sono chiesti il motivo dell’assenza di un eclettico difensore considerato tra i migliori del girone quando militava nell’Olbia, agli ordini di Giancarlo Favarin e di Daniele Livieri. Olbiese, figlio di olbiesi, appartenente a una famiglia che molto ha dato all’Olbia come società di cacio, sotto molti punti di vista. Perché era assente, Putzu? Era per caso infortunato? Niente affatto. Da fonte solitamente ben informata abbiamo appreso che Romolo è stato messo fuori rosa: gli è stato comunicato che è meglio che si trovi una squadra disposta a prenderlo. La cosa grave è che la comunicazione non gli sia arrivata dall’allenatore che non lo ha mai considerato un titolare e – come hanno raccontano in molti – spesso ha avuto difficoltà a rivolgergli la parola. Qualcuno giura di aver visto Romolo Putzu a Monti per fare il tifo per i bianchi, a conferma del suo allontanamento.

Ora nessuno vuole affermare che con Putzu in campo il Budoni non avrebbe perso in modo così eclatante (le cause della pesante sconfitta vanno ovviamente individuate e ricercate in altre direzioni), ma lo scopo di questo articolo è un altro. Confermare che il calcio è strano. E spesso gli allenatori lo sono ancora di più. Vero Bonomi?