Ciao Moroseduto, spero che tu possa ospitare qualche mia considerazione sulla politica dei giorni nostri. Non sono un nostalgico, né appartengo alla categoria che ripete spesso “eh, ai miei tempi…”. Non ho niente contro chi la pensa in questo modo, ma non mi ci riconosco perché lo sguardo deve essere sempre rivolto avanti.

Ti mando una foto in bianco e nero, e mi auguro che la pubblichi perché mi serve a farmi capire meglio. Nell’immagine, ci sono molti compagni (socialisti e comunisti), ma non mancano i democristiani dell’epoca, molti moderati che nel tempo sono approdati nei partiti di centrodestra. Al termine di una riunione di consiglio comunale nel corso della quale gli attacchi tra le varie forze politiche non erano stati teneri, né inneggianti al “volemose bene”, arrivò una provocazione. Dopo gli scontri in aula, ecco la decisione di un compagno che purtroppo non c’è più: Pietro Luciano. Lui possedeva uno stazzo dalle parti di Cugnana che spesso gli serviva per radunare un gruppo di amici e sostenitori delle sue numerose campagne elettorali. Ebbene, quella volta Pietro decise di abbattere tutte le barriere ideologiche e di fare pace a tavola, di fronte a un bicchiere (anche… due) di quello buono, a una forma di pecorino stagionato (“pane e casu, e binu a rasu”, si diceva), a un piatto di gnocchetti con la “pulpedda” e alle clementine di cui Pietro andava fiero, visto che lui le curava con particolare attenzione nel suo orticello.

Come si può immaginare, a un certo punto il tasso alcolemico di tutti (o quasi) raggiunse livelli molto elevati, ma di politica non si parlò mai. I discorsi scivolarono sugli sfottò personali, su episodi di ordinaria olbiesità, sulla qualità delle cozze, o sulla ricetta della “raganata” oppure della “mazza frissa”. La riunione enogastronomica durò diverse ore, ma nessuno si annoiò neanche per un nanosecondo.

L’esperienza non fu ripetuta mai più, nonostante ci fossimo ripromessi di replicare l’evento. Nel ranch di Pietro Luciano ci tornammo in ordine sparso, con altre compagnie, con altri compagni arguti e giocherelloni. Ci siamo sempre divertiti, ma mai come in quell’occasione immortalata nella foto. A proposito, se qualcuno si vuole cimentare nel riconoscimento degli ospiti (alcuni di loro non ci sono più e li salutiamo) può cercare Enrico Fodde, Giovanni Secchi, Carlo Cervo, Mario Cocciu, Gian Piero Scanu, Tonino Tognotti, Gianni Ricciu, Tiuccio Deriu, Marino Achenza, Fedele Sanciu, Vanni Sanna, Pietro Giagheddu, Marzio Altana, il padrone di casa e Giovanni Forteleoni.

Un’ultima chiosa: non vorrei firmare con il mio nome per non personalizzare questo semplice concetto: la politica può anche essere una cosa seria, a patto che si separi da essa l’aspetto personale. Ho chiesto all’amico Felix Terranova di firmare al mio posto. E lui mi ha accontentato.