Un Geovillage colmo fino all’inverosimile, come mai si era visto. Non si trovava un parcheggio, bisognava farsi una lunga camminata a piedi per raggiungere i campi da gioco. E lì trovavi un mare di gente: mamme, papà, zii, e amici, tutti ad ammirare le gesta sportive di questa innumerevole folla di ragazzini che oggi termineranno la loro esaltante esperienza del Primo Trofeo calcistico riservato ai ragazzi dagli 8 ai 13 anni organizzato dall’Olbia 1905 Academy, che per tre giorni ha visto impegnati i giovanissimi atleti nei campi di Golfo Aranci e Porto San Paolo, oltre in quelli sintetici del villaggio dell’agglomerato industriale. Al solo vedere le maglie della Juventus, del Milan, del Monza e degli altri club blasonati, la gente si incollava alle reti di recinzione e occupava le tribunette. Scene di gioia, insomma, arricchite da una splendida giornata di sole.
Le varie scuole calcio si sono distinte per preparazione e spirito agonistico, e ovviamente i club più titolati hanno dimostrato di essere un po’ più avanti rispetto alle 86 squadre che hanno preso parte all’evento.
In proposito però ci è arrivata una segnalazione su due babies che indossano la maglia dell’Olbia, la società ospitante. Si tratta di un attaccante, figlio d’arte, anzi nipote d’arte, visto che suo nonno ha giocato ad altissimi livelli, non escluso il Cagliari ai tempi del mitico Gigi Riva. Parliamo del fromboliere Federico Barbieri, figlio di Jacques e di Stefania Moro, la quale è la primogenita di Michele Moro, classe 1949, un glorioso passato da mediano e da libero (quando esisteva questo ruolo). Il piccolo Federico, fino al momento in cui scriviamo, ha segnato una quarantina di reti e si è messo in particolare evidenza per la sua innata predisposizione a calciare in porta, senza esitare un attimo. Appena gli arriva la palla, senza fronzoli, calcia d’istinto e spessissimo fa centro.
L’altra promessa di chiama Marco Leon Balata, figlio dell’assessore comunale ai Grandi Eventi e nipote di Libero, già presidente del Calangianus e colonna portante del gruppo (di cui facevano parte Mauro Putzu, Bruno Selleri e Francesco Sotgiu) che rilevò l’Olbia Calcio dal compianto Elio Pintus, e nipote anche di Tonino Conte, storico capitano dell’Olbia dei tempi d’oro. Giusto per capirci, a Marco Leon, che ha già partecipato a un paio di stages organizzati dal Barcellona, è stato affibbiato il soprannome di piccolo Modric, vista una certa somiglianza con l’esperto campione del Real Madrid guidato da Carlo Ancelotti. Pubblichiamo la foto dei due aspiranti campioncini come simbolo di una scelta vincente (mix di sport e turismo) che sicuramente verrà replicata l’anno prossimo, per la gioia di Gianni Spanu.
A conferma dell’estrema vivacità che ha contraddistinto questa domenica, da tutta un’altra parte, si è svolta la mezza maratona (con la StraOlbia e la gara competitiva di 10 chilometri), alla quale – come scriviamo nell’articolo qui a lato, hanno preso parte duemila atleti, provenienti da 9 Paesi, con partenza e arrivo in piazza Crispi. I due eventi hanno di fatto paralizzato Olbia: per coprire il tragitto dal Geovillage a viale Aldo Moro (ci ha raccontato un lettore di moroseduto.net sono stati necessari 95 minuti, un record. Certo, le forze dell’ordine e l’esercito di volontari che ha dato la propria disponibilità a controllare che le gare si svolgessero in sicurezza, si sono dati molto da fare, ma forse si poteva fare meglio: quando gli eventi si accavallano, è bene programmare meglio il servizio. Si tratta di un peccato veniale, di cui però bisogna far tesoro per i prossimi appuntamenti.

