Una boccata d’ossigeno. Assai è, dicono in Gallura per sottolineare l’adagio secondo il quale chi s’accotenta gode. E l’Olbia calcio, con questi chiari di luna, si accontenta di non sentire il fiato sul collo degli organi federali. Insomma, la scadenza del 4 giugno, tanto sbandierata (e temuta) da un mese a questa parte, non è tassativa per il club di Guido Surace & company. Quella data riguarda le squadre che debbono iscriversi al torneo di serie C, e non l’Olbia che è stata (legittimamente) classificata come retrocessa e dunque assoggetabile alle regole della quarta serie.
Fermo restando che il presidente e i dirigenti della Swiss Pro Promotion stanno comunque preparando i documenti da allegare alla domanda di ripescaggio, una volta che saranno finalmente chiariti i criteri per poter aspirare a questo traguardo . A livello di date, dunque, è stato comunicato che il 10 giugno gli organi di controllo della Legapro prenderanno in esame le domande d’iscrizione delle squadre che hanno ottenuto la promozione e di quelle che hanno acquisito il diritto a restare tra i professionisti. Dopo questa prima “scrematura”, si saprà se tutte le domande sono state accolte e dunque se esisteranno dei posti liberi da occupare, nel caso in cui dovessero esserci problemi di ordine finanziario. Tra il 14 e il 17 giugno, invece, sarà possibile mettere insieme le carte e presentare la domanda di partecipazione al torneo di serie D, e l’Olbia sta ovviamente lavorando su questo fronte, senza perdere di vista la possibilità di essere ripescata. Dire qual è la percentuale perché quest’ultima speranza possa avverarsi, è come centrare un terno al lotto.
Sul fronte dei rapporti tra nuova e vecchia proprietà, intanto, non trapelano notizie positive. Le parti continuano a ignorarsi, nel senso che le trattative (comprese quelle per il passaggio totale delle quote dal gruppo Marino alla società elvetica titolare del 70 per cento) vengono gestite dai rispettivi studi legali. Uno degli scogli degli ultimi giorni – a parte i creditori, molti dei quali aspettano di sapere di che morte devono morire – riguarderebbe l’affitto della sede dell’Olbia, al Geovillage. Secondo quanto è trapelato, pare che la società proprietaria dell’immobile (la Mar.ma srl) avesse concesso in comodato gratuito all’Olbia calcio l’appartamento che ospita gli uffici amministrativi e quello della presidenza, ma dall’analisi delle carte sembrerebbe che l’Olbia calcio abbia pagato l’affitto alla stessa società. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti del giallo.

