Li vedi, tutti di bianco vestiti, gioiosi, pronti a regalare sorrisi ed emozioni. Sono quelli del Tell Thee Gospel, un gioco di parole che nasconde con originalità la provenienza (Telti) del coro che canta per il piacere di farlo ma anche per beneficenza. Tant’è che il coro nasce nel 2012 da un progetto di solidarietà per la costruzione di infrastrutture
scolastiche in Tanzania, e da quel momento ha fatto un cammino importante, con esibizioni in numerosi centri della Sardegna.
“Siamo un gruppo, tra musicisti e coristi, di 22 persone, di età compresa tra i venti e i sessant’anni. Nel 2013 – spiega la presidente Lollo Angius – la decisione di diventare associazione e porre le basi per un percorso di crescita umana e professionale. I concerti nelle piazze e nelle chiese del nostro territorio ci permettono di farci conoscere, ma desideriamo ampliare il nostro bagaglio artistico e decidiamo così di partecipare alle iniziative nazionali gospel, iscrivendoci alla Feder Gospel Choirs, e partecipando a workshop realizzati da altri cori”.
Uno degli aspetti che caratterizza fortemente il coro è quello del coinvolgimento nel progetto sociale dei detenuti: trenta di loro infatti sono entrati a far parte del gruppo vocale. “Nel 2014 – racconta la presidente – abbiamo avviato un progetto nell’istituto Penitenziario di Nuchis-Tempio di Alta Sicurezza: l’obiettivo è quello di fondare un vero e proprio coro in carcere, ritenendo le nostre attività “trattamentali”.
Il 30 gennaio 2016 è una data “storica”: l’incontro con il Papa, in piazza San Pietro, durante l’udienza Giubilare. “Cantare davanti al Pontefice – dicono i coristi – un brano del repertorio Gospel (presente con noi anche un detenuto dell’Istituto
Penitenziario di Nuchis) è stata un’esperienza indimenticabile”.
L’aspetto sociale fa parte del Dna del coro teltese. A parte le performance nei matrimoni, non si contano le serate di beneficenza organizzate un po’ dappertutto. Di recente, per esempio, il gruppo musicale è stato a Sennori, Arzachena, Ardara, Palau e l’accoglienza è stata strepitosa. Le iniziative benefiche sono finalizzate a ristrutturare chiese, promuovere il territorio, e rendere più liete le case di riposo per anziani o nelle comunità terapeutiche come la Arcobaleno di Olbia. “Siamo stati coinvolti in diverse iniziative per la raccolta di fondi, tra cui una per il finanziamento di cure all’estero. Abbiamo realizzato diversi tour nel periodo natalizio (solo nello scorso dicembre, abbiamo tenuto quindici concerti), in giro per la Sardegna con un centinaio di tappe nel corso di questi ultimi anni. Ogni anno, con il contributo della Regione, facciamo un corso di musica e canto in modo da garantire una crescita costante a tutti i coristi del coro oltre ad aver ospitato diversi docenti per seminari gospel. Intendiamo, infine, accogliere tutte quelle iniziative che ci permetteranno di continuare a crescere e soprattutto a vivere la nostra grande passione: la musica Gospel”.
E i prossimi obiettivi quali saranno? “Vorremmo proporre uno spunto di riflessione
sul donarsi come forma di apertura verso l’altro, verso la realtà circostante. La musica,
soprattutto il gospel, una storia e delle poesie, permetteranno di aprire il proprio cuore e
scoprire che infine tutta la nostra ricerca del Dono si trova lì ed è lì che è sempre stato”.
Dirige il nostro la maestra Sandra Quidacciolu di Tempio; per la parte musicale, alle tastiere il maestro Antonello Monteduro, alla batteria Fabio Fiorentino e al
basso Pietro Tamponi.

