La cultura si fa impresa: nasce il coordinamento del Nord Sardegna guidato da Leonardo Marras
Il Nord Sardegna lancia la sfida all’industria creativa nazionale. Presso la sede di Confcommercio a Olbia, è stata ufficializzata la nascita di Impresa Cultura Nord Sardegna. Il territorio entra così in un network d’eccellenza che unisce le province di Sassari e Olbia-Tempio a poli come Milano, Bari e Parma.
La Squadra al comando
Alla guida del nuovo organismo c’è Leonardo Marras (già Presidente della Fondazione Maria Carta), affiancato da un team di esperti del settore:
- Coordinatore: Leonardo Marras.
- Vice Coordinatori: Aldo Addis e Alessandro Carta.
- Il Team: Antonietta Cossu, Sabrina Lisbona, Annalisa Luzzu, Luigi Folino, Claudio Desiati, Gianni Russo, Gabriele Addis e Piero Muresu.
L’Obiettivo: Una “Casa della Cultura”
Non si tratta di un semplice ufficio, ma di un ecosistema aperto. L’ambizione è trasformare l’identità sarda in una leva economica reale, capace di generare lavoro e innovazione.
“La cultura non è solo memoria del passato, ma uno strumento vivo di crescita” — ha dichiarato Marras — “Vogliamo abbattere le barriere che isolano i talenti del nostro territorio e creare opportunità, soprattutto per i giovani che vogliono fare impresa nella creatività.”
Analisi: Il “Gap” dei Consumi Culturali
Il lancio di questo coordinamento arriva in un momento cruciale. Secondo l’Osservatorio Confcommercio, gli italiani spendono di più per la cultura, ma la Sardegna e il Sud restano indietro.
| Indicatore | Media Nazionale | Sud e Isole |
| Spesa media mensile | 99,80 € | 74,30 € |
| Offerta considerata di qualità | 63% | 53% |
| Fiducia nel binomio Cultura-Economia | 71% | 77% |
Il paradosso: Nonostante nel Sud e nelle Isole si spenda meno e ci sia meno soddisfazione per l’offerta locale, i cittadini sono molto più convinti (77%) rispetto al resto d’Italia che la cultura sia la chiave per lo sviluppo economico.
Il punto di vista di “Moroseduto“
Il Nord Sardegna ha finalmente una “centrale operativa” per smettere di considerare la cultura come un costo e iniziare a vederla come un’industria. Con figure come Marras e Addis, il ponte tra le radici (fondazioni) e il mercato (imprese) è tracciato. Ora la palla passa agli operatori: la “Casa” è aperta, bisogna solo iniziare a costruirci dentro

