L’estate è associata al concetto di vacanza e di spensieratezza. Ma questo periodo dell’anno nasconde molte insidie soprattutto a causa degli insetti nocivi. Ecco il parere del professor Nanni Sotgiu, ordinario di Statistica medica ed Epidemiologia clinica dell’Università degli Studi di Sassari.

Professor Sotgiu, dopo un maggio incerto è arrivato il gran caldo e con esso le zanzare. Ovvero, l’animale più pericoloso per l’uomo. Che malattie possono provocare questi insetti?
“Le zanzare possono essere vettrici di agenti biologici responsabili di infezioni e malattie molto severe. Alcune malattie infettive sono endemiche in determinate aree geografiche (Africa subsahariana, Sud-Est Asiatico) e possono essere diagnosticate nelle nostre strutture sanitarie al ritorno da un viaggio intercontinentale. Febbre gialla, dengue, zika, malaria, e chikungunya sono alcune delle forme cliniche infettive più frequenti”.

Soffermiamoci sulla Dengue. Crediamo erroneamente che sia una patologia tipica dei paesi africani, invece…

“La Dengue è una malattia infettiva causata da quattro virus trasmessi all’uomo principalmente dalla zanzara Aedes aegypti. L’incidenza è aumentata negli ultimi anni in diverse zone tropicali ma rappresenta un pericolo anche nei nostri climi. Attualmente, stanno aumentando sia i casi da importazione che quelli autoctoni. Regioni italiane come Emilia-Romagna, Lombardia, e Lazio hanno registrato un numero crescente di casi in questi ultimi due anni”.

Un tempo la malaria in Sardegna era una piaga. Adesso è ancora un pericolo?

“La malaria oggi è primariamente diffusa in aree tropicali e sub-tropicali. Si stima, tuttavia, che circa metà della popolazione mondiale sia a rischio di questa malattia causata da protozoi appartenenti al genere Plasmodium. Anche in questo caso il problema è la possibilità di acquisizione dell’infezione in aree geografiche diverse dalle nostre. L’anamnesi di una febbre successiva ad un viaggio in aree a rischio deve far focalizzare primariamente l’attenzione sulla malaria”.

Consigli per chi viaggia in zone dove questa malattia è ancora diffusa?

“Fondamentale rivolgersi ai centri di medicina del viaggiatore per una consulenza che non deve essere last minute ma pianificata con largo anticipo rispetto alla partenza. Valutata l’area geografica di destinazione e il rischio associato, potranno essere prescritti farmaci per profilassi come l’atovaquone-proguanile e saranno indicate una serie di misure di prevenzione comportamentali per ridurre la probabilità di essere punti dalle zanzare (ad esempio l’uso di maglie con maniche lunghe, l’uso di retine antizanzare nei letti)”.

Come difendersi da queste patologie che spesso sottovalutiamo?

“Fondamentale l’educazione sanitaria sui rischi cui possiamo andare incontro in un viaggio o nelle nostre aree temperate. Come già detto prima, alcune malattie infettive sono aumentate significativamente nelle ultime decadi. Si deve ridurre il rischio di esposizione alle zanzare e ad altri vettori”.


I cambiamenti climatici provocheranno la sempre maggiore diffusione delle cosiddette malattie tropicali anche alle nostre latitudini?

“Purtroppo si. I cambiamenti climatici stanno determinando cambiamenti di habitat naturali che conducono alla ricomposizione delle comunità ecologiche. Saranno interessati da malattie animali, piante e uomini. Inquinamento, incremento delle temperature, e deforestazione ad esempio potranno favorire la diffusione di vettori, come le zanzare, e degli agenti biologici da essi trasportati”.