Un lettore di Moroseduto ci ha inviato una mail per spiegare (“in privato perché temo ripercussioni”: mahh, vorremmo sapere di quale tipo) i motivi per cui non è andato a votare alle Europee, così come aveva disertato le urne per le Regionali dello scorso 25 febbraio. A parte i bla bla triti e ritriti e conditi con una buona dose di qualunquismo sull’utilità della politica, “questi politici – ha argomentato – guadagnano troppo in relazione a quello che producono per migliorare le condizioni di vita dei cittadini; in particolare lo stipendio degli europarlamentari mi sembra una follia”. Quel mi sembra ci ha incuriosito e dunque siamo andati a fare una piccola ricerca per avere un’idea precisa.
Tre, le sedi di lavoro (c’è anche il Lussemburgo), quasi 8mila tra funzionari, agenti temporanei e contrattuali, un bilancio 2019 pari a 2 miliardi di euro.
Una premessa: un eurodeputato può tranquillamente arrivare a mettersi in tasca 18mila euro netti al mese (media di 600 euro al giorno). Vediamo come. La paga base, equiparata al 38,5 per cento del trattamento economico di un magistrato della Corte di giustizia dell’Unione europea, è di 10.075,18 euro lordi, che, al netto diventano 7.853.,89 euro. A questa cifra va aggiunta un’indennità che serve a coprire le spese per esercitare il mandato, come a esempio acquistare un computer e un telefonino per sé stesso e il suo staff di collaboratori, prendere in affitto un locale a Bruxelles o a Strasburgo: il tutto per la modica cifra di 4.950 euro mensili. Non basta. C’è anche la diaria: 350 euro al giorno per le spese di vitto e alloggio nei giorni in cui si “lavora” nelle sedi di Bruxelles e/o di Strasburgo. Ebbene, i giorni in cui gli europarlamentari sono impegnati sono mediamente 15 al mese. E dunque solo quest’ultima voce fa aumentare il conto in banca di altri 5.250 euro mensili. Tirando e somme, ecco la cifra finale: 7.853 euro, più 4.950, più 5.250 fanno 18.055 euro. Micamale.

