A sentire loro, va tutto bene madama la marchesa. Swiss Pro si conferma particolarmente portata per i proclami e dice la sua in un’ora di conferenza stampa in due tempi: il primo con il presidente Guido Surace e l’avvocato Eduardo Chiacchio; il secondo con la regìa di Benno Raber. Morale della favola, queste sono le notizie (la verifica dei proclami e degli annunci è affidata al tempo, che fino a oggi non è stato clemente con la compagine elvetica):
1) L’Olbia vuole vincere il campionato, e “allestirà una squadra che potrebbe essere competitiva anche se dovesse giocare in serie C”.
2) Il compito di scegliere l’allenatore, e i calciatori (preferibilmente non in prestito) è tutto sulle spalle di Ninni Corda, il quale “ha già contattato una trentina di elementi, per arrivare a una rosa di 24”. Tecnico giovane o esperto? Anche in questo caso, la decisione spetta a Corda (alla fine vuoi vedere che il vero allenatore sarà lui) che gode della massima fiducia dell Swiss Pro e la sua acclamata esperienza lo porterà a compiere la scelta migliore: a lui piacerebbe Checco Pisano (che però ha firmato per guidare l’under 18 del Cagliari), ma gli piacciono anche altri condottieri più esperti con i quali si è già confrontato. In ogni caso, a tre giorni dal ritiro di Arona (dal 2 al 14 agosto, come già anticipato da moroseduto), nessun giocatore ha messo la firma sotto il contratto, anche se questo particolare, Benno non l’ha rivelato.
3) Ci sarà una formazione under 19 che in qualche modo dovrà far da stimolo a quella titolare in modo da formare un tutt’uno.
4) Con l’ex presidente Alessandro Marino la trattativa tra avvocati proseguirà allo scopo di liquidare le sue quote. “Ora che siamo in serie D – ha chiosato Benno Raber – viene meglio”.
5) Quanto agli errori commessi in passato, il più clamoroso dei quali è la domanda d’iscrizione alla serie D priva dei documenti essenziali, è toccato all’avvocato Eduardo Chiacchio (un’autentica celebrità nel suo campo, che ha dovuto esaminare 72 posizioni in poche ore) precisare che “da oggi l’Olbia è impegnata a perseguire chi ha penalizzato il club rischiando seriamente di farlo fallire, ripartendo dalla terza categoria”. Insomma, la Swiss Pro ritiene di aver sbagliato ad affidarsi a chi aveva garantito che tutto sarebbe finito bene, ma si è trattato di “un errore in buonafede, perché l’Olbia è parte lesa e farà tutto quello che è necessario per punire chi le ha fatto correre il rischio di scomparire”.
6) Quanto all’identità del finanziatore che ha consentito l’iscrizione e tutti gli annessi e connessi (circa 400 mila euro), nessun nome è stato fatto, appellandosi alla discrezionalità della società svizzera. Così come, per lo stesso motivo, non si conosce l’ammontare del budget. Un Paperone turco? Mah, non c’è conferma. Così come non c’è conferma del fatto che l’investitore fantasma abbia promesso di sborsare un paio di milioni di euro per il progetto che prevede, come si diceva, l’immediato ritorno in C e una serie di altre cose non meglio precisate. “Noi – ha sottolineato Surace – tra cinque anni saremo ancora qui”. Gli svizzeri hanno pure confermato che a gennaio (quando l’Olbia spegnerà le sue 120 candeline) ci sarà festa grande. Così come i proprietari del club (che, se tornassero indietro, ricomprerebbero “l’Olbia ma acquisendo il 100 per cento delle quote”) hanno promesso che in futuro faranno da bravi, non si distingueranno per i lunghi silenzi come è accaduto negli ultimi mesi, ma comunicheranno di più e meglio anche con la tifoseria che di recente ha contestato la Swiss Pro ma anche, e in modo pesante, l’ex presidente Marino.
7) Nello staff, oltre al riconfermato Massimiliano Varrucciu per la comunicazione, ci saranno il neo segretario Federico Russu ed Ezio Mulas, i due funzionari dell’Olbia che hanno lavorato come matti per dare una mano a Chiacchio che li ha pubblicamente elogiati.
Insomma, alla fine grandi sorrisi e strette di mano. Ma, attenzione, non sono ammessi altri errori sulla strategia complessiva, compreso quello di sottovalutare il carattere di Ninni Corda, uno che pretende di fare come dice lui. In caso contrario, anche lui andrebbe via sbattendo la porta.

