L’amarezza non era ancora sopita nei cuori di chi ha avuto modo di seguire l’intervista fatta da una giornalista (ex atleta) alla giovane nuotatrice italiana Benedetta Pilato. Quel visino di ragazzina dolce e piena di gioia per il suo 4° posto alla gara di nuoto 100 metri rana delle Olimpiadi Parigi 2024 non la dimenticheremo mai, come non dimenticheremo mai quella esclamazione fuori luogo della giornalista davanti alla felicità della Pilato. “Ma davvero?”. Le sue lacrime parlavano di una giovane donna alla quale è stata insegnato il valore dell’amor proprio e dell’autostima come propulsore verso un futuro ricco di soddisfazioni, non solo nello sport, ma nella vita.
Menomale che le Olimpiadi ci forniscono ogni giorno qualcosa su cui discutere, altrimenti ci saremmo annoiati con i soliti argomenti che si leggono in giro per il web
Oggi, un’altra nostra giovane atleta, Angela Carini, ha fatto scatenare giornali, web e tv dopo il suo fulmineo abbandono dell’incontro di boxe categoria 66 kg dopo essere stata colpita duramente dall’atleta algerina Imane Khelif. Nei giorni precedenti sembra ci siano state molte polemiche sulla vera identità sessuale dell’atleta algerina, la quale, da quel che si legge, avrebbe un disturbo endocrinologico legato all’iperandrogenismo ovvero un iperproduzione di testosterone che tra le altre cose è causa di una modifica in senso di ipertrofia della massa muscolare che la renderebbe più prossima, come forza fisica, al genere maschile pur essendo una donna a tutti gli effetti. Ora, se questa atleta è stata considerata idonea alla partecipazione alle gare femminili, essendo donna, non dovrebbero esserci dubbi sul fatto che ai controlli dei livelli di testosterone sia risultata “nella norma”, il che indica che la ragazza si sottopone a terapia per ridurre l’eccesso ormonale, dunque nessuno sgambetto contro le sfidanti. Il dubbio che rimane è sempre quello legato all’onestà di chi fa i controlli, delle società sportive e degli stessi atleti.
Le due giovani italiane hanno dato, secondo me, un grande insegnamento a tutti, soprattutto ai giovani ovvero:
1) quello di coltivare la gioia, l’autostima e l’entusiasmo necessario per affrontare il percorso che hanno deciso di intraprendere, che spesso è lungo ed accidentato;
2) mai farsi distrarre dai chiacchiericci perché si rischia di farsi influenzare talmente tanto dagli altri da partire prevenuti e gettare la spugna ancor prima di iniziare (l’autostima è fondamentale);
3) abbandonare per preservare se stessi non è mai un fallimento, ma un buon motivo per migliorare la propria crescita personale e sportiva e conseguentemente i risultati.
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Olimpiadi, tra gioia e abbandoni: Pilato e Carini ci insegnano che l’autostima è propulsore di successo
L’analisi dei comportamenti delle due atlete italiane: le lacrime della nuotatrice giunta quarta nei 100 metri rana, e il clamoroso abbandono dell’incontro di boxe dopo il colpo proibito dell’algerina Imane Khelif, sospettata di non essere una donna. La crescita personale personale e sportiva fa arrivare anche i risultati
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Il pianto di Angela Carini dopo l’abbandono
