Primo punto in serie D. Un pareggio, quello di Sassari contro il Latte Dolce, che mette in luce un elemento (inedito) di un’Olbia a due facce, che aveva il sacrosanto dovere di cancellare un primo tempo disastroso: la capacità di reagire. E, per la serie “le assurdità del calcio”, i bianchi hanno anche avuto l’occasione di ribaltare la gara se l’arbitro avesse concesso un rigore per il plateale fallo di Cabeccia su Santi (89′). Quest’ultimo stava per approfittare di una clamorosa papera di Marana, ma il direttore di gara ha preferito lasciar correre. A proposito di rigori, c’è da segnalare la bravura di Di Chiara che ha parato la conclusione di Sorgente, in seguito al fallo sullo stesso commesso dal neo acquisto Marie-Sainte (cartellino giallo). Quest’ultimo ha esordito anche con il gol che ha ridotto le distanze, realizzato al 68′, dopo una mischia in area di rigore, sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La rete del 2-2 invece è stata segnata da Costanzo al 71′, rivelatosi abile nell’approfittare di una dormita della difesa dei sassaresi. I quali avevano ampiamente dominato nella prima frazione di gioco ed erano meritatamente passati in vantaggio con Odianose (25′) per poi raddoppiare undici minuti dopo con un pregevole gol di Ruggiu.

Cosa va. Quindi, di positivo, c’è che l’Olbia ha le armi per rimediare a un risultato negativo e addirittura sa trovarsi nelle condizioni di far sua la gara, dopo aver subìto la pressione degli avversari. Probabilmente è servita la “ramanzina” di Amelia nell’intervallo.

Cosa non va. L’approccio alla gara è stato oltremodo negativo. Il Latte Dolce si è distinto per la capacità di manovrare e per aver messo in mostra la rabbia giusta, come si conviene nei derby. E dunque non è stato un caso se il primo tempo si è chiuso con il doppio vantaggio dei padroni casa.

Il pubblico. I supporter dell’Olbia sono arrivati al Vanni Sanna con lo spirito giusto e la consapevolezza che i bianchi avevano bisogno di essere sostenuti in un derby non facile. Tanta fiducia andrebbe ripagata.

Il tecnico. Ha stupìto (quasi) tutti nel momento in cui, accanto a Furtado, non ha escluso la presenza di Costanzo e Santi, la coppia d’attacco alla quale ci eravamo abituati. Apprezzabile anche la decisione di inserire due babies di Olbia come Putzu e Bertini (“la loro prova deve servire da esempio a diversi compagni di squadra”, ha rimarcato Amelia, a fine gara), e la capacità del tecnico di adirarsi e di scuotere i giocatori nel quarto d’ora d’intervallo tra un tempo e l’altro merita un plauso. Ora però deve alzare la voce con la proprietà per questo andamento lento che deve interrompersi. L’Olbia così com’è non può andare lontano, ha dei limiti e, se non si interviene subito sul mercato, l’obiettivo finale va a farsi benedire. Da due settimane si annunciano imminenti arrivi (portiere a parte, si parla di un attaccante e di un centrocampista), ma il tempo passa e non arriva nessuno. Attenzione, perché ora – come ha sottilineato il mister – il torneo si fa tosto, in casa e fuori.