Prende sempre più piede la discussione sulla decisione, assunta dall’editore della Nuova Sardegnala Sae Sardegna spa -, di far stampare il giornale di Sassari nello stabilimento di proprietà dell’Unione Sarda, il concorrente storico del quotidiano più diffuso nel Nord Sardegna. Oggi, infatti, ci sono da registrare alcune news, che dimostrano l’accresciuto interesse non solo per il mondo dell’informazione.

IL SINDACATO. La prima notizia è che oggi il sindacato regionale dei giornalisti e il comitato di redazione (sindacato interno) della Nuova Sardegna ha pubblicato sul giornale un documento che riportiamo integralmente. “Il giornale – si legge – non sta migrando a Cagliari né altrove, e nessuna comunicazione in merito, prevista per legge, è arrivata all’Associazione della stampa sarda. A Cagliari è stata trasferita la stampa del giornale, evento largamente annunciato e prevedibile già dagli anni scorsi su scala nazionale, e non riconducibile alla sola situazione della Nuova Sardegna. Un fenomeno dai contorni ben più ampi, e strettamente connesso al brusco calo delle vendite dei giornali, e di conseguenza delle copie stampate. Le condizioni della rotativa “Cerutti”, ormai obsoleta, praticamente inservibile e senza la possibilità di essere riparata anche per la mancanza dei pezzi di ricambio, hanno influito nella velocizzazione di una scelta, quella di andare a stampare a Cagliari, come detto già programmata e inevitabile. Detto questo, La Nuova Sardegna è saldamente ancorata a Sassari, così come la società che la edita, la Sae Sardegna Spa che, al pari della società madre, la Sae Spa, ha sede nella Zona industriale Predda Niedda strada 31. L’Associazione della Stampa sarda segue con attenzione gli sviluppi legati al futuro di un giornale che ha 133 anni di storia, e che ha dimostrato l’attaccamento al territorio nel quale è nato, ma con un respiro regionale al quale non intende abdicare, per la tutela non solo dei suoi giornalisti e di tutti i suoi lavoratori – nessuno dei quali è stato licenziato -, ma anche e soprattutto dei lettori, che ne costituiscono il patrimonio e i destinatari del prodotto. In questo senso, il sindacato dei giornalisti, con il cdr della Nuova Sardegna, continuerà a vigilare a tutela della pluralità dell’informazione e dei posti di lavoro. Voci imprecise sul futuro del giornale, non documentate e non supportate da riscontri, non fanno bene alla Nuova Sardegna né al giornalismo serio”.

A parte l’ultima considerazione sul “giornalismo serio”, che i sindacati si sarebbero potuti risparmiare, due interrogativi su tutti vanno posti in evidenza. Quali sono le clausole del contratto (firmato dall’editore, immaginiamo) in base al quale si stabilisce il trasferimento a Cagliari della stampa? Quali garanzie esistono che una notizia pubblicata dal quotidiano del nord Sardegna non venga utilizzata dall’altro? A queste domande dovrebbe (o avrebbe dovuto) rispondere la Sae Sardegna, e non i rappresentanti dei giornalisti.

Due immagini del centro stampa della Nuova Sardegna di Sassari

La seconda notizia è l’adesione di #nobavaglio – l’associazione di “giornaliste e giornalisti, studenti, artisti, avvocati, medici, attivisti per i diritti del volontariato sociale, impegnati nel creare una rete per un giornalismo indipendente e il contrasto a ogni tipo di bavaglio o di censura alla libertà d’opinione e a difendere il diritto dei cittadini a poter accedere a un’informazione corretta, indipendente e pluralista”- al documento pubblicato e firmato da numerosi cittadini (ex direttori della Nuova Sardegna, ed ad ed ex dipendenti dello stesso giornale, intellettuali, ex assessori regionali) di cui forniamo l’elenco aggiornato alle 11 di oggi.

Pier Giorgio Pinna, Silvano Costini, Arturo Parisi, Riccardo Monni,
Marino Bisso (rete #nobavaglio), Vincenzo Vita, Massimo Dadea, Gianni Cuperlo, Maria Berlinguer, Stefano Del Re, Paolo Catella, Piero Bua, Franca Filippini Dalprà, Filippo Peretti, Costantino Muscau, Valerio Varesi, Giuseppe Mura, Odoardo Rizzotti, Mariano Brianda, Maria Grazia Piras, Francesco Pipia, Paolo Desogus, Giuseppina Manca di Mores, Alessandra Longo, Roberto Vannini, Gianni Usai, Francesco Molinu, Mirella Grimaldi, Federico Francioni, Antonio Sanna, Alba Corona, Ottavio Olita, Piergianni Arlotti, Salvatore Mannironi, Maria Teresa Sarais De Murtas, Marco Landi, Nello Auzzas, Marcello Madau, Mario Argiolas, Roberto Morini, Giacomo Cossu Rocca, Giampiero Cocco, Pierluigi Piredda, Walter Porcedda, Laura Dettori, Chiaramaria Pinna, Stefano Mannironi, Rita Fiori, Franca Galletta, Francesco Pinna, Nunzia Schirru, Gianfranco Obinu, Salvatore Brianda, Sebastiano Chironi, Giancarlo Ghirra, Maria Usai, Antonio Ledá d’Ittiri, Paola Farina, Pier Paolo Gaias, Paolo Merlini, Stefano Poddighe, Paolo Valle, Federico Floris, Stefano Deliperi, Alessandra Costini, Wanda Corona, Francesco Deplano, Enrico Floris, Antonello Deidda, Franco Cillara, Cristina Fanelli, Michele Pinducciu, Daniela Costini, Alessandra Morelli, Marco Fiori, Luca Losito, Sonia Cau, Riccardo Colzi, Gianni Cabitta, Ignazio Chessa, Aldo Morelli, Roberto Cesaraccio, Valeria Floris, Anna Maria Masala, Marina Moncelsi, Salvatore Sanna, Nino Masala, Fabio Pillonca, Gianluca Mura, Giuseppe Tecleme, Maria Grazia Penco Sechi, Ignazia Corona, Donatella Sechi, Patrizia Chironi, Sandro Zara, Pierfranco Zanchetta, Giovanna Peru, Giovanni Rassu, Piero Muresu, Franco Canopoli, Annamaria Canneddu, Gianni Pandino, Giuseppe Pirino, Lucia Cau, Mauro Masala, Gianfranco Mascia, Manuela Spina, Massimo Battaglia, Sandra Sanna, Teresa Soro, Mario Carta, Annarita Bottaru, Ciano Sanna, Stefano Mannironi, Umberto Aime, Giuseppe Sechi, Salvatore Tordelli, Nanni Boi, Vannalisa Manca, Paolo Matteo Chessa, Lorenzo Murgia, Rosario Cecaro, Bettina Pitzurra, Antonio Fiori, Sandro Ruju, Alessandra Melis, Paola Contini, Mojmir Jezek, Beatrice Rosso, Tore Sanna, Gianfranco Piras, Gabriela Garrucciu, Franca Puggioni Piga, Valentina Careddu (continua).