“Una serata piacevole. Utilissima e opportuna”. Così ieri si è espressa una gentile signora, alla fine di una sorta di lectio magistralis di Fabrizio Filigheddu sull’intelligenza artificiale svoltasi nella sala convegni di un hotel di Olbia. Chiamato dal Rotary Club presieduto da Giovanni Degortes (che si è comportato come un perfetto padrone di casa), Filigheddu ha intrattenuto i (tanti) presenti per oltre un’ora su quella che sembra essere la sua autentica passione.

Classe 1973, origini arzachenesi, imprenditore e formatore, oltre che divulgatore digitale, il relatore ha spiegato qual è – e soprattutto quale dovrebbe essere – il modo più… intelligente di utilizzare l’intelligenza artificiale nel proprio lavoro e nella propria professione. “Tutti ne parlano – ha sottolineato – ma sono in pochi a scegliere le domande più appropriate ai numerosi strumenti a disposizione per essere assistiti (e non dominati) in base alle proprie esigenze e al lavoro che si svolge”. Anche dalle risposte alle domande di un pubblico particolarmente qualificato, si è capito che Filigheddu consiglia di cimentarsi sempre di più con questa pratica, anche a costo di commettere qualche errore. E il consiglio che ha dato a una platea attenta e curiosa è stato quello di partire sì dagli strumenti gratuiti, per poi passare rapidamente a quelli che rispondono con maggiore precisione ed efficacia alle richieste “il cui costo – ha sottolineato – equivale a una pizza o a un paio di birre in meno”. Per chi non lo sapesse, Fabrizio Filigheddu ha anche scritto un libro, una sorta di guida (non manca l’ironia, che non è una dote diffusissima) il cui titolo è “L’intelligenza sta nella domanda”. Complimenti a lui, e a chi ha organizzato l’evento.


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