Vuoi vedere che ora Lucas Gatti ci ripensa… Scherzi a parte, al tecnico dimissionario dell’Olbia – nell’ultracentenaria storia del club – non si potrà rimproverare il fatto di non aver mai centrato il successo con la sua squadra. I primi tre punti stagionali sono arrivati nel momento nel quale meno te lo aspetti, al termine di un match che ha dimostrato – prima dell’analisi della gara giocata a Cercola – un fatto ormai assodato: il girone G della serie D non è irresistibile. Il “principesco” Savoia di Emanuele Filiberto infatti, alla vigilia, aveva 13 punti (!) più dell’Olbia, frutto di cinque vittorie casalinghe (!), e occupava la sesta posizione in graduatoria. Ebbene, oggi ha preso tre schiaffoni da un’Olbia accorta, messa bene in campo, dotata di quella porzione di orgoglio che in altre occasioni ha latitato. L’unico rammarico – si fa per dire – è quel gol beccato alla fine della prima frazione di gioco quando i bianchi già conducevano per 3-0. Per il resto, solo buone parole per quest’Olbia che in settimana dovrà annunciare l’arrivo di un nuovo allenatore e confermare se i due argentini chiamati di recente dalla società si trasformeranno in contratti oppure se altri calciatori sono destinati a far parte della rosa. In ogni caso, la vittoria di oggi dimostra che risalire la china – dopo un periodo a dir poco disastroso – non è una chimera. E all’orizzonte c’è subito un’occasione per compiere un altro balzo in avanti in classifica: domenica al “Nespoli” arriva il Cos, ultimo in classifica, un avversario più che abbordabile.

Christian Arboleda, il migliore in campo con Furtado

Sull’incontro di Cercola, giocato a porte chiuse, contro il Savoia del presidente nobile, ci sono da mettere in rilievo alcuni elementi.

  1. Furtado si è svegliato. L’attaccante ha firmato due gol uno più bello dell’altro. Raccolta una palla servitagli da Caggiu, la punta ha controllato e battuto a rete con estrema freddezza piegando D’Agostino: 2-0. Poi, al 41′ del primo tempo, ha fulminato il portiere campano con un sinistro micidiale. Applausi. E soprattutto una base di partenza per altre imprese: i numeri, li ha e ora si tratta di diventare un cecchino preziosissimo.
  2. Un altro nome: Christian Arboleda. Da sempre, è uno che si fa il mazzo, qualsiasi ruolo gli si chieda di svolgere (Amelia, per esempio, lo vedeva bene a centrocampo, non solo come esterno ma addirittura come mezzala), e non prende mai un voto inferiore al 6 in pagella. Oggi ha giganteggiato, confermando di essere insostituibile, al pari del sempre ottimo De Grazia, di Costanzo che ha dovuto lasciare alla mezzora per infortunio, dopo aver fatto centro dal dischetto in seguito al fallo in area commesso su di lui da Crivellini), e dello stesso Luca La Rosa (oggi impiegato in mezzo al campo) che ci mette sempre tutto l’impegno e la forza d’animo che occorrono quando scende in campo per la “sua” squadra. Il resto della pattuglia comincia a mettere in vetrina alcune qualità: è per esempio il caso di Pani e Staffa, senza omettere Maspero (che però non ha giocato) e Marroni. Insomma, qualche sorriso comincia a far capolino anche se sarebbe sciocco lasciarsi andare a lodi sperticate fini a sé stesse o a facili illusioni. La strada imboccata è quella giusta, ora si tratta di insistere con giudizio e animo sereno. È comunque indispensabile che la società faccia subito chiarezza e sgombri il campo da fake news, illazioni, supposizioni strampalate, o ipotesi di ritorno sulla scena di chi c’è già stato, o ancora di licenziamenti al vertice e quindi di assunzioni prossime venture. Se l’imprenditore turco c’è, batta un colpo. Si presenti alla città, e spieghi bene cos’ha intenzione di fare. L’Olbia è una cosa seria, e non è un giocattolo.

Chiudiamo con paio di battute da parte del capitano Luca La Rosa, a fine gara. “Abbiamo sofferto, ma si è trattato di una vittoria netta, di una prova di carattere e compattezza. Una risposta alle tante voci che si sono rincorse in questi giorni. È stato un successo di tutto il gruppo, che è veramente unito e compatto.