Oggi si celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della la violenza sulle donne. Tra il 1° gennaio ed il 17 novembre 2024 sono 51 le donne uccise dal partner o ex partner in Italia. Questi sono i dati de Ministero dell’Interno. Nei primi 6 mesi del 2024 sono stati denunciati 8.592 atti persecutori (il 74 % delle vittime sono donne) 12.424 casi di maltrattamenti familiari ( 81% sono donne) e 2.923 violenze sessuali. La data del 25 novembre non è una data scelta arbitrariamente, ma è la giornata che commemora tre donne, tre sorelle ed il loro coraggio nel combattere per la libertà del paese in cui vivevano. Patria, Maria Teresa e Minerva Mirabal negli anni 50-60 combatterono contro la dittatura imposta dal generale Rafael Trujlio nella repubblica Domenicana. Il 25 novembre del 1960 le tre sorelle vennero brutalmente uccise dai sicari del generale. I loro corpi furono gettati in un dirupo per nascondere il crimine e farlo sembrare un incidente. La dittatura non contemplava l’attivismo delle donne in politica, non contemplava la figura della donna come essere libero e pensante, cosa che dava al regime l’autorità di eliminare a tutti i costi in primis le combattenti “in gonnella”. Nessuno credette all’incidente, e questo evento scatenò una rivolta del popolo, non solo Domenicano, che ebbe come esito, alcuni mesi dopo, l’uccisione di Trujlio con il conseguente crollo del suo regime. Da quel giorno e per i 16 giorni dopo il brutale assassinio delle attiviste, si celebra ogni anno il periodo della commemorazione e lotta contro la violenza sulle donne, periodo che termina il 10 dicembre con la Giornata internazionale dei diritti umani.
L’Onu definisce violenza verso il genere femminile “ogni atto violento basato sul genere, che risulti o potrebbe risultare in, sofferenza e danni fisici o psicologici per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o l’arbitraria deprivazione della libertà, che occorra in pubblico o nella vita privata”. Viviamo in un tempo di grandi sconvolgimenti psicologici, di insicurezze, di grandi fragilità emotive, di turbamenti e insoddisfazioni che spesso hanno come risultato la rabbia e l’aggressività che può spingere l’essere umano ad imporre la propria dominazione sulle masse e sul singolo individuo. La donna viene vista dagli uomini, ancora oggi, specialmente in alcuni paesi, come essere manipolabile, come individuo privo di identità, quindi oggetto di cui appropriarsi assoggettandolo totalmente alla propria volontà con le (finte) buone o cattive maniere.

Nonostante l’era moderna abbia modificato radicalmente la condizione femminile consentendole finalmente una parità di genere, un autonomia lavorativo-professionale, economica, personale e dunque una completa indipendenza dall’altro, si assiste ogni giorno a notizie di femminicidi messi in atto, in percentuale maggiore, da quegli uomini che professavano loro amore e protezione. E allora , cosa si può fare per contribuire all’evoluzione in senso migliorativo di questa nostra società? Non è semplice, soprattutto in quei paesi dove il regime terrorizza, minaccia e uccide le donne che provano a combattere per la propria libertà individuale, ma nel nostro piccolo dovremmo trovare tutti il coraggio di rifiutare ogni imposizione, di denunciare anche e solo dopo una minaccia verbale di violenza , senza attendere l’atto vero e proprio, nella speranza del cambiamento, perché, come scrive l’ONU, anche la minaccia di violenza è violenza, che può celare futuri crimini. Non si dovrebbe mai sottovalutare la violenza psicologica, quella costante e carsica che demolisce ogni certezza dell’essere umano e lo getta nel pericoloso baratro della dipendenza affettiva. Il lavoro più importante che le donne dovrebbero fare è quello su se stesse, sulla propria autostima e sull’amor proprio, che poi non differisce da quello che dovrebbero fare gli uomini su se stessi, perché è proprio una bassa autostima, una scarsa fiducia in sé stessi e un odio auto inflitto che frequentemente è la molla che fa scattare la violenza in alcuni uomini. Non esitate a denunciare, nessuna donna deve essere lasciata sola e nessun uomo violento deve rimanere
impunito. Il numero da fare in caso di necessità è il 1522.


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