Nei giorni scorsi, a seguito delle recenti e controverse dichiarazioni del presidente Trump e della sua proposta immobiliare sul destino di Gaza, si è svolta una riunione informale dei capi di Stato dei Paesi maggiormente coinvolti. Noi siamo venuti in possesso della trascrizione in Italiano di questa importante assise internazionale.
Ovviamente ha introdotto il presidente Trump, che è entrato subito in tema: “Dear friends, come sapete ho avuto una wonderful idea, fare new Costa Smeralda a Gaza, dove possono andare tutti i ricchi del mondo, tranne quei figli di p… di russi, di cinesi, di iraniani e di tutti quei sons of bitches che ci disubbidiscono. Ma poiché ho a cuore il destino dei palestinesi, ho pensato di mandarli tutti in Groenlandia, che è mia e che è anche attaccata alla Palestina. Penso che siate tutti d’accordo, ma chi non è d’accordo lo dica chiaramente che lo faccio bombardare subito. L’America agli americani! E anche tutto il resto”. “A me sta cosa della Costa Smeralda in Palestina me piace un botto – è intervenuta la nostra presidente del Consiglio – così puro noi ce famo una villa con piscina, io, mi sorella e mi cognato. Li palestinesi noi li volemo bene, come se fossero bianchi e cristiani puro loro; infatti tutte le armi ch’ avemo dato a Israele facevano solo boom. Se volete, ce li date a noi, che li mannamo in Albania, che tanto er carcere che c’avemo messo è sempre vuoto. Se devono strigne un poco, però ce sta pure el mare como a Gaza. Si nun se n accorge nessuno ce mettemo pure un po’ de magistrati de noantri, che tanto quanno parlano nun ce se capisce un c… e potemo di’ che so bongo bongo puro loro”.
A questo punto è intervenuta la Von der Leyen, che ha voltuo legare la questione palestinese al tema della guerra in Europa: “Kamaraden, cioè amici, io ho un’itea miglioren. Prima skonfiggiamo Russia e konquistiamo nostro spazio vitalen, poi in Siberia ci mantiamo i palestinesen. Arbeit mach frei, come dicefa mein nonnen. Kome tite voi in italianen? Fa un poco di fretto, ma gli diamo kappotto e impearmeabilen, che loro pakano con loro lavoro. Così europei smettono di rompere coglionen con manifestazionen a favore di poferi bambinen palestinesi”. Inaspettatamente l’unica voce dissenziente è stata quella del presidente israeliano Netanyahu, che ha lanciato un appello appassionato. “Si vabbè, pensiamo sempre ai poveri palestinesi: E allora noi? Perché li mandate così lontano? Cosa ci facciamo con tutte le bombe che ci avete dato? Almeno mandateli nei paesi vicini, dove li possiamo raggiungere agevolmente. Oppure lasciateci le donne e i bambini, che oltretutto sono lenti e li becchiamo anche più facilmente”. Purtroppo l’appello è caduto nel vuoto e il resto dei presenti, animato da motivazioni umanitarie ed anche, bisogna dirlo, da una chiara propensione verso le ragioni del popolo palestinese a scapito di Israele, hanno deciso all’unanimità che i palestinesi verranno distribuiti fra tutti quelli che nel mondo manifestano a loro favore, i quali dovranno pensare al loro mantenimento vita natural durante.